BIOTECH: BREVETTO ITALIANO PER RIDURRE TEST SU ANIMALI ANSA (CRO) - 05/05/2004 - 1.24.00
BIOTECH: BREVETTO ITALIANO PER RIDURRE TEST SU ANIMALI
ZCZC0062/SXB WIN20390 U CRO S0B INT QBXZ BIOTECH: BREVETTO ITALIANO PER RIDURRE TEST SU ANIMALI (NOTIZIARIO SCIENZA E TECNICA) (ANSA) - ROMA, 5 MAG - Ridurre le sperimentazioni condotte sugli animali e sostituirle con test condotti in provetta, su colture di cellule rese immortali: e' quanto permette di fare la tecnica brevettata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall'universita' di Roma La Sapienza. La tecnica, messa a punto dall'Istituto di tecnologie biomediche del CNR in collaborazione con l'universita' di Roma La Sapienza, permette di valutare la nocivita' delle sostanze chimiche utilizzando solo cellule epatiche modificate geneticamente, che, una volta giunte a maturazione, non muoiono. L'obiettivo e' ridurre il numero degli animali utilizzati nei test tossicologici e fornire un approccio innovativo per identificare composti tossici. ''Gli studi condotti in vari laboratori internazionali hanno dimostrato che, sebbene auspicabile, e' attualmente impossibile eliminare completamente l'utilizzo degli animali nella sperimentazione biomedica'', rileva il genetista Paolo Vezzoni, dell'ITB-CNR che, con Maria Grazia Sacco dello stesso istituto e con il gruppo di Marco Tripodi della Sapienza di Roma, e' autore del brevetto. Secondo il ricercatore ''e' possibile pero', come dimostra la metodologia che abbiamo brevettato, diminuire drasticamente il loro uso da parte dei ricercatori, sfruttando le opportunita' che l'ingegneria genetica mette a disposizione''. Oggi per verificare gli effetti negativi di un farmaco o di sostanze potenzialmente dannose si ricorre a cellule animali in coltura, in particolare a cellule del fegato (epatociti). Queste cellule hanno pero' una vita molto breve, tanto che e' necessario estrarre continuamente queste cellule dai topi. Secondo Vezzoni, la nuova tecnica ''consente di ottenere da topi transgenici cellule epatiche, che, grazie all'oncogene c-met, non perdono le caratteristiche dell'epatocita maturo e quindi adatto alla sperimentazione, ma, nello stesso tempo, una volta raggiunta la differenziazione, non muoiono, ma sopravvivono indefinitamente''. Oltre a ridurre drasticamente il numero di animali sacrificati alla ricerca, il nuovo metodo riduce i costi della sperimentazione e semplifica le procedure, favorendone l'applicazione anche su composti attualmente non verificati, la cui tossicita' non viene definita.(ANSA). BG 05-MAG-04 01:19 NNN