MARTELLINI: QUEL CAMPIONE DEL MONDO DELLE TELECRONACHE/ANSA ANSA (SPR) - 05/05/2004 - 11.09.00
MARTELLINI: QUEL CAMPIONE DEL MONDO DELLE TELECRONACHE/ANSA
ZCZC0127/SXB WRS30107 R SPR S0B S91 S04 NIE R12 QBXI MARTELLINI: QUEL CAMPIONE DEL MONDO DELLE TELECRONACHE/ANSA RACCONTO' IL SUCCESSO DEGLI AZZURRI DI BEARZOT A SPAGNA '82 (ANSA) - ROMA, 5 MAG - Sandro Ciotti, Enrico Ameri, adesso Nando Martellini. E' un altro piccolo pezzo di storia del calcio, e del costume, italiano che se ne va nel giro di soli dieci mesi. Quel ''campioni del mondo'' gridato per tre volte da Madrid entro' nelle case di tutti gli italiani ed e' un ricordo incancellabile di quel luglio '82, assieme all'immagine dell'urlo di Marco Tardelli e delle braccia di Zoff che stringono la Coppa (le immortalo' anche Renato Guttuso), mentre Bruno Conti scoppia a piangere e il Presidente Pertini quasi cade dalla tribuna d'onore per la gioia. Ricordi che scorrono assieme a quello di Martellini, il telecronista di quel calcio delle figurine che adesso non c'e' piu', come lui, che di quegli 'eroi' attaccati con la coccoina descriveva le gesta durante la telecronaca del secondo tempo di una partita, alle sette della domenica sera. Se nel luglio '82 ci fosse gia' stato l'auditel, avrebbe 'stracciato' ogni record, ma quella era un'epoca ancora 'artigianale' e lo sport non era ancora totalmente sottomesso alla televisione. Il mondo del pallone era piu' umano, anche le partite raccontate da quel signore bravo quanto schivo, che nella notte della finale, poche ore dopo la partita, invece di immergersi anche lui nella grande festa madrilena sali' sul primo aereo per l'Italia, perche' aveva un'altra festa da celebrare e non voleva assolutamente mancare: l'anniversario di matrimonio. Nando Martellini fu il cantore dell'impresa degli azzurri al Bernabeu e di mille altre vicende del pallone, come quando Pele' sali' fino quasi in cielo, rimase sospeso in aria per un istante e vanifico' gli sforzi di Burgnich. Comincio' cosi', con quel gol su colpo di testa, quel Brasile-Italia 4-1, la partita dei sei minuti di Rivera, un'altra finale mondiale, quella del '70, che Martellini racconto' agli italiani. Pochi giorni prima era stato sempre lui il cantore di Italia-Germania, l'epica del pallone, la partita che sara' sempre ricordata per l'altalena di emozioni e che ne provoco' tante anche a Nando, cronista solitamente compassato ma che quella volta, quando segno' Rivera, provo' a gridare ma aveva la voce soffocata dal sentimento che stava provando in quel momento. Martellini era arrivato a quelle storiche telecronache dei Mondiali messicani quasi per caso: non era lui la prima voce Rai dell'epoca, ma il suo predecessore e maestro Nicolo' Carosio, altro personaggio indimenticabile, che venne richiamato a Roma dopo aver definito ''negraccio'' il guardalinee etiope che aveva convinto l'arbitro brasiliano De Moraes ad annullare il gol degli azzurri in Italia-Israele 0-0. Non si poteva non voler bene a Nando Martellini, gli si perdonava volentieri anche il 'vezzo' di chiamare 'Jacobelli' Spillo Altobelli: successe piu' di una volta, ma andava bene lo stesso. Martellini era una 'bandiera', cosi' come Ameri e Ciotti, cosi' come Riva a Cagliari, Rivera nel Milan, poi Antognoni nella Fiorentina. Adesso il calcio e' un'altra cosa, e' business con i club che vengono definiti aziende. Ha perso molto in poesia, e senza Martellini anche in signorilita'. (ANSA). CLN 05-MAG-04 11:04 NNN