IRAQ: PERA, EUROPA NON PUO' ESSERE NEUTRALE (LA STAMPA) ASCA (POL) - 05/05/2004 - 10.40.00
IRAQ: PERA, EUROPA NON PUO' ESSERE NEUTRALE (LA STAMPA)
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IRAQ: PERA, EUROPA NON PUO' ESSERE NEUTRALE (LA STAMPA) =
(ASCA) - Roma, 5 mag - ''In Europa serpeggia una volonta' di
neutralita' tra Stati Uniti e terrorismo. Questa tentazione
ha radici nei sessant'anni che sono passati dalla fine della
seconda guerra mondiale nei quali ci siamo abituati a
considerare la pace una sorta di diritto naturale,
dimenticando che comporta dei costi''. E' quanto sostiene il
presidente del Senato Marcello Pera in una intervista a 'La
Stampa', sottolineando che ''se l'Onu dara' via libera al
contingente multinazionale in Iraq, l'Europa dovra'
partecipare in forze''.
Pera, in questi giorni a Washington, fa notare la
'relazione speciale' esistente tra Italia e Stati Uniti.
''l'Atlantico si e' allargato a causa di una sfortunata
divisione tra gli Stati Uniti e alcuni Paesi europei. In
questa cornice - dice il presidente del Senato - l'Italia ha
fatto una scelta di campo molto netta e precisa a favore
degli Usa e cio' ci ha reso popolari fra gli americani molto
piu' di quanto non fosse non troppo tempo fa''. Pera ritiene
che ''c'e' una parte dell'Europa che non ha ancora la
consapevolezza della gravita' della situazione, del rischio
che grava su di noi e che quindi e' tentata dall'appeasement,
dall'assumere una sorta di neutralita' tra gli Stati Uniti e
il terrorismo''. Questa tentazione a dichiararsi neutrali
viene per Pera dal fatto che in Europa ''c'e' un ritardo
rispetto all'analisi culturale del fenomeno del terrorismo.
L'errore e' ritenere che il terrorismo sia una questione che
riguarda prevalentemente gli Stati Uniti, che non tocca
ancora l'Europa e che noi possiamo trovare una scappatoia''.
Un ritardo che consiste nel ''non rendersi conto che il
fondamentalismo ha dichiarato guerra all'Occidente''.
L'Europa, nota Pera, ha timore di assumerse le proprie
responsabilita', ''piuttosto cambia governi ma non si assume
responsabilita'''. Nel Vecchio Continente, continua, si e'
diffusa una cultura secondo cui ''la pace e' diventata una
sorta di condizione naturale, un diritto divino, che deve
essere conservata ad ogni costo''. E la Chiesa cattolica,
sottolinea Pera, ''in questo ha delle responsabilita': un
certo pacifismo ha contribuito a indebolire le difese le
difese culturali dell'Europa dai rischi che la minacciano. Ma
l'omelia del card. Ruini per i caduti di Nassiriya testimonia
che e' in atto un importante ripensamento''. Per arginare la
tentazione di neutralita', secondo Pera ''la Chiesa cattolica
dovrebbe agire con piu' convinzione. La stessa Chiesa che
chiede a ragione l'inserimento delle radici cristiane nella
Costituzione europea dovrebbe farsi piu' interprete del
bisogno di difendere la civilta' europea''.
fdv/lus/ss
051034 MAG 04
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