TELECOM ITALIA/ PER TITOLO ANCORA MARGINI PER CRESCERE (WSJ) APBS (WN0) - 05/05/2004 - 10.16.00
TELECOM ITALIA/ PER TITOLO ANCORA MARGINI PER CRESCERE (WSJ)
TELECOM ITALIA/ PER TITOLO ANCORA MARGINI PER CRESCERE (WSJ) ZCZC0090/APC 20040505_00090 4 wn01,eco gn00 TELECOM ITALIA/ PER TITOLO ANCORA MARGINI PER CRESCERE (WSJ) Elogi a Wireline,"fa faville";azionisti proseguano cavalcata Roma, 5 mag. (Apcom) - Telecom Italia è sulla cresta dell'onda. Non solo le sue azioni quest'anno hanno guadagnato l'8% sul Mib-30, ma hanno inflitto anche distacchi ancora più pesanti ai concorrenti tedeschi, francesi e britannici. A scriverlo il 'Wall Street Journal', sulla rubrica 'breakingviews', secondo il quale, nel lungo periodo, il successo della ristrutturazione della catena di controllo di Tronchetti Provera "non è sicuro", ma per il momento, è il consiglio, gli azionisti dovrebbero proseguire la "cavalcata" su di un titolo che ha ancora margini per crescere. "Olimpia, la società attraverso la quale Tronchetti Provera controlla Telecom Italia, ha stabilizzato le sue finanze. Ma la performance operativa del gruppo, in particolare la telefonia fissa interna, fa faville", scrive il quotidiano finanziario. La domanda che si pone il 'Wall Street Journal' è se questa performance è già espressa nelle quotazioni. La risposta è che "anche se una parte consistente dei ricavi di Telecom Italia proviene da vendite di apparecchiature a basso margine, il titolo non dovrebbe avere ancora esaurito la sua spinta, grazie anche al goloso dividendo, specialmente quello delle azioni privilegiate". Questo il ragionamento del 'Wall Street Journal': la capitalizzazione di Telecom Italia è di 39 miliardi di euro. Di questi, 23 miliardi arrivano dal valore ai prezzi di mercato dei titoli delle controllate di telefonia mobile e dal settore media. Sottraendo 2 miliardi di attività secondarie e aggiungendo 3 miliardi di costi capitalizzati otteniamo un saldo di 17 miliardi, che è il valore implicito della telefonia fissa. I 47 miliardi di valore d'impresa risultanti dalla somma tra questo dato e i 30 miliardi di indebitamento netto, pari a 8 volte il cash flow operativo (ebitda meno spese in conto capitale) previsto per quest'anno, rispetto a British Telecom evidenziano un premio del 12% che tuttavia appare ancora insufficiente. In Italia, però la situazione del mercato è più favorevole alle aziende di primo piano rispetto al regno Unito. Nel contesto italiano non esiste una vera concorrenza via cavo e il maggiore concorrente di Telecom Italia, Wind, è gestito da Enel come investimento finanziario. Lo scorso anno i ricavi di TI hanno guadagnato l'1%, mentre negli ultimi mesi il fatturato di Bt ha perso il 2%". Cos 05-MAG-04 10:11 NNNN