UE/ LA LEZIONE GRECA: QUANDO L'ALLARGAMENTO NON FUNZIONA (NWEEK) APBS (POS) - 05/05/2004 - 9.59.00
UE/ LA LEZIONE GRECA: QUANDO L'ALLARGAMENTO NON FUNZIONA (NWEEK)
UE/ LA LEZIONE GRECA: QUANDO L'ALLARGAMENTO NON FUNZIONA (NWEEK)
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UE/ LA LEZIONE GRECA: QUANDO L'ALLARGAMENTO NON FUNZIONA (NWEEK)
esempio negativo fino a pochi anni fa, sussidi sprecati
Roma, 5 mag. (Apcom) - Con l'allargamento della Ue, finalmente
entrato in funzione a partire dal 1 maggio, molte speranze si
sono aperte sullo sviluppo dei 10 nuovi paesi membri, che avranno
accesso ad un mercato senza barriere doganali di ampie
dimensioni, e potranno beneficiare dei generosi sussidi concessi
dalla Commissione alle regioni più sottosviluppate dell'Unione.
Ma, avverte Newsweek prendendo ad esempio il caso della Grecia,
entrare in Europa non è necessariamente una panacea.
Nonostante i miliardi di euro erogati da Bruxelles per il suo
sviluppo da quando è entrata nella Ue nel 1981, la Grecia è
rimasta per quasi vent'anni un Paese afflitto da una crescita
economica stagnante. Solo oggi il Paese è riuscito a diventare
"una potenza regionale con la più alta crescita economica
dell'area euro", grazie al volano degli investimenti per le
Olimpiadi 2006 di Atene e - nota Newsweek - ad ulteriori sussidi
della Ue.
Nel frattempo molti greci ammettono che le ingenti somme arrivate
in Grecia nel passato sono state usate in modo dubbio, per non
dire sprecate. "C'è una sensazione piuttosto marcata che una gran
parte dei soldi della Ue sono stati destinati a cattivo uso"
sostiene Kevin Featherstone, esperto dell'Europa sud orientale
della London School of Economics. Inoltre alcuni economisti
sostengono che i sussidi avrebbero in realtà frenato lo sviluppo
dell'economia greca, sostenendo un settore pubblico inefficiente
ed una serie di industrie improduttive. "Tutti gli aiuti hanno
aiutato la Grecia a sostenere l'insostenibile", afferma Willem
Buiter, capo economista alla Banca europea per la ricostruzione e
lo sviluppo.
L'elezione di Costas Simitis, primo ministro socialista in carica
dal 1996 al marzo scorso, e la corsa per soddisfare i criteri di
Maastricht (corsa in cui la Grecia è arrivata comunque in
ritardo, essendo l'unico Paese escluso dalla moneta unica nel
1999) hanno fornito l'impeto per un cambio di rotta. Negli ultimi
anni il governo ha riformato il settore bancario, varato le prime
privatizzazioni e ridotto il deficit pubblico. Ma il settore
agricolo è rimasto inefficiente e completamente dipendente sui
sussidi della Politica agricola comune (Pac) che in passato sono
stati notoriamente abusati, mentre il Paese rimane il meno
attraente d'Europa per gli investitori esteri.
Oggi i nuovi membri della Ue non avranno diritto ad un
trattamento così generoso. Se la Grecia in passato ha ricevuto
sussidi pari al 3% del suo Pil, i nuovi Paesi dell'Unione
"saranno fortunati" se riceveranno l'1% del Pil. Ma la relativa
mancanza di generosità della Ue, per gli stessi motivi che
avrebbero ritardato lo sviluppo della Grecia, potrebbe essere una
cosa positiva, sostiene il quotidiano statunitense.
B-Alv
05-MAG-04 09:54 NNNN