IRAQ/ CRISI NAJAF, CROLLA L'INDUSTRIA DEI PELLEGRINAGGI APBS (POS) - 05/05/2004 - 8.48.00
IRAQ/ CRISI NAJAF, CROLLA L'INDUSTRIA DEI PELLEGRINAGGI
IRAQ/ CRISI NAJAF, CROLLA L'INDUSTRIA DEI PELLEGRINAGGI ZCZC0054/APC 20040505_00054 4 pos gn00 IRAQ/ CRISI NAJAF, CROLLA L'INDUSTRIA DEI PELLEGRINAGGI Danni per 1mld Usd,secondo Camera di commercio della città santa Najaf, 5 mag. (Ap) - La battaglia di Najaf tra le milizie fedeli al leader radicale sciita Muqtada al Sadr che controllano la città e le truppe dell'esercito Usa che la circondano ha rovinato l'economia di Najaf, dipendente completamente sul turismo. Secondo Faisal Mathbob, vice presidente della Camera di commercio di Najaf, il danno economico causato dallo scontro, in atto da circa un mese, equivale a 1 miliardo di dollari. Najaf è per la comunità sciita una città santa, verso la quale fino a decine di migliaia di pellegrini si recavano ogni giorno per venerare il santuario dell'Imam Ali, figlioccio del profeta Maometto. Oggi il turismo pellegrinare è praticamente scomparso. Ma a causa delle violenze, si lamentano allo stesso modo i venditori ambulanti e i padroni degli alberghi, "non fanno più affari". Farid Hassan Rithman, proprietario di uno degli alberghi di fascia alta della città, sostiene di essere riuscito a guadagnare fino a 15.000 dollari al giorno, riempiendo fino all'inverosimile le 45 stanze del suo hotel. A volte Rithman ha ospitato, al prezzo di 36 dollari a notte, 250 clienti, molti di cui sono stati costretti a dormire nei corridoi e sul pavimento. Ora, spiega, la crisi è così nera che ha dovuto licenziare 13 dei suoi venti dipendenti. Il 22enne Mohsen al Asadi dal canto suo vende sandali di plastica su una bancarella nei pressi del santuario, e ai tempi riusciva a guadagnare 11 dollari al giorno; oggi si dice fortunato se riesce a ottenerne tre. Per sopravvivere, la sua famiglia ha dovuto rinunciare a molto. "Non ci possiamo permettere di uscire, di comprare cose come i vestiti. Abbiamo solamente abbastanza per mangiare", dichiara al Asadi. Rithman ritiene che i fedeli di al Sadr siano responsabili della crisi. Il leader sciita, attraverso alcuni mediatori locali, ha offerto un accordo agli americani secondo cui le sue milizie lascerebbero il controllo della città alle forze Usa se l'esercito rinunciasse ad arrestarlo. Il futuro economico della popolazione della città sembra dipendere dalle future mosse delle due parti. "Se ci fosse un accordo oggi, domani arriverebbero dieci comitive (di pellegrini), credetemi", dichiara sicuro Rithman. B-Alv 05-MAG-04 08:43 NNNN