COREA NORD-GIAPPONE: RAPITI, ATTESE PER COLLOQUI PECHINO ANSA (EST) - 05/05/2004 - 5.08.00
COREA NORD-GIAPPONE: RAPITI, ATTESE PER COLLOQUI PECHINO
ZCZC0023/SXA @ES17433 R EST R0A ST2 S91 QBXB COREA NORD-GIAPPONE: RAPITI, ATTESE PER COLLOQUI PECHINO DISCUSSIONI SERIE E APPROFONDITE, FONTI TOKYO (ANSA) - TOKYO, 5 MAG - Sono in corso ''discussioni serie e e approfondite'' a Pechino tra Corea del nord e Giappone sul problema dei civili giapponesi rapiti negli anni '70 e '80 dai servizi segreti nordcoreani e sul rientro in patria dei loro figli ancora a Pyongyang. Lo hanno detto stamani a Tokyo fonti del governo giapponese citate dall'agenzia di stampa 'Kyodo'. ''Ieri ci sono state oltre otto ore di colloqui e le discussioni sono riprese stamani. Si sta andando al nocciolo del problema'' hanno affermato, precisando che i colloqui avvengono a livello di alti funzionari del ministero degli esteri dei due paesi. Insieme con la crisi nucleare, il problema dei rapiti e' da oltre un anno e mezzo il maggiore ostacolo al miglioramento dei rapporti tra i due paesi, ancora privi di relazioni diplomatiche. Cinque (due coppie e una donna sposatasi con un disertore americano) dei 13 rapiti ammessi ufficialmente da Pyongyang (gli altri otto sono deceduti per varie cause, malattie, incidenti o suicidio, stando alle autorita' nordcoreane), sono tornati in patria il 15 ottobre 2002 ma senza i loro figli, sette in tutto, rimasti in Corea del nord. Tokyo esige che possano subito ricongiungersi alle loro famiglie, senza alcuna condizione, mentre Pyongyang sostiene che siano i genitori, o alti funzionari del governo giapponese in loro vece, a riportarli con loro in Giappone dopo averne accertato la libera volonta'. Come promesso del resto dal governo giapponese, afferma ancora Pyongyang, al momento della partenza dei cinque rapiti per il ritorno in patria, dopo quasi 25 anni di forzata lontananza. Tokyo, pur ammettendo una vaga promessa verbale, nega che ci siano mai stati accordi formali in tal senso. ''E' un grave problema umanitario e il paese responsabile di un crimine come il rapimento di civili innocenti non ha alcun diritto di porre condizioni'' ha piu' volte ribadito il governo giapponese.(ANSA). MG 05-MAG-04 05:03 NNN