laurie anderson/dark angel laurie e il suo da poco scomparso compagno di vita lou reed erano i protagonisti di una bellissima foto,loro abbracciati su un pontile di Coney Island, New York, 1995. che mi è rimasta molto impressa, di una mostra fotografica intitolata, non a caso, american music (esposta anche qui a roma per la quale ho avuto anche la fortuna di fare le didascalie in italiano). la mostra era costituita da foto dedicate ad artisti e artiste americane della musica ovviamente, ritratti dalla magistrale annie leibovitz. annie è stata ed è ancora una straordinaria fotografa, soprattutto del mondo della musica. credo che sia necessario, a seconda dei soggetti e degli ambienti che si decide di ritrarre, una particolare sensibilità, un'attenzione a certi dettagli e a certe atmosfere, oltre che la capacità di creare una relazione con l'artista che si ritrae, che non è solo una modella o un modello, è una storia che si vuole raccontare e una forma artistica che si vuole riprodurre. annie è sempre stata tra le mie preferite, nel fare questo. compagna di vita della, purtroppo anch'essa scomparsa nel 2004, scrittrice susan sontag. un'altra delle foto più famose da lei scattate è quella che ritrae john lennon e yoko ono, lui nudo lei vestita abbracciati. Questa foto fu scattata per Rolling Stone nel 1980, la mattina prima della morte del cantante. Leibovitz era intenzionata a fotografare unicamente John, ma egli insistette affinché anche Yoko fosse ritratta in copertina. La fotografa aveva quindi immaginato che i due posassero nudi insieme. Quando però Yoko stava per spogliarsi, la fotografa la fermò dicendole di restare completamente vestita, modificando così la natura complessiva dello scatto. L’immagine che ne risultò fu molto forte e John, alla vista delle prime Polaroid, disse: “Hai catturato esattamente la nostra relazione”. Qualche ora dopo, l’8 dicembre 1980, Mark David Chapman suonò alla porta di Lennon e lo assassinò. Possiamo parlare di bacio premonitore, poiché l’immobilità del cantante, cinto al corpo dell’amata, sembra temere un distacco dalla stessa. La posa ieratica di lei, invece, svela una certa sicurezza e la totale impreparazione a quello che da lì a poco sarebbe avvenuto. Il tutto è sottolineato dalla totale mancanza di elementi di sfondo, fatta eccezione per la piega di un jeans che si intravede in basso a destra, forse appartenuto al Beatles. "Walking on Thin Ice" is a song by Yoko Ono, released in 1981. She and John Lennon concluded the recording of the song on December 8, 1980. It was upon their return from the recording studio to The Dakota (their home in New York City) that Lennon was murdered by Mark David Chapman. Lennon was clutching a tape of a final mix when he was shot. The song was both a critical and commercial success. Lennon's lead guitar work on the track, which he recorded on 8 December 1980, was his final creative act. At the end of January 1981, "Walking on Thin Ice" was released as a single and became Ono's first chart success, peaking at number 58 in the US and gaining major club/underground airplay. The single was released in February 1981 in the UK and reached number 35 on the chart. The critical reception was favorable: NME rated it in the best tracks of year 1981 at number 10.[1] The lyrics talk of the unpredictability of life and death — of "throwing the dice in the air" — and reach the conclusion, "when our hearts return to ashes, it will be just a story....". On the version included on 1992's Onobox, a new intro was added, where John Lennon can be heard remarking "I think you just cut your first number one, Yoko." roberta flack/killing me softly with his song scarlet rivera/frenzy roberta flack, a metà degli anni settanta, prese parte ad un tour itinerante organizzato da bob dylan. 38 anni fa usciva l'ablum desire di bob dylan, dove compariva al violino elettrico questo personaggio molto singolare, vero nome Donna Shea, la quale ha raccontato in un 'intervista come da giovanissima musicista praticamente sconosciuta, dell'east side, è diventata una dei musicisti che hanno partecipato al quasi leggenderaio rolling thunder revue, una specie di tour circense itinerante, messo su da dylan tra l'autunnno del 1975 e maggio del '76 al quale parteciparono tra le altre, joan bez e appunto scarlet rivera. scarlet racconta nell'intervista che stava con la sua custodia di violina camminando per andare da un'amica, prima di incontrarsi con il resto di una band di cui faceva parte all'epoca, per andare alla prove. ad un incrocio le si accosta una macchina, e una tipa dal finestrino le chiede se sapeva davvero suonare il violino. lei si avvicina, e dice direi di sì, così la tipa, in macchina con dylan che guidava, le chiede il numero di telefono per contattarla e poi invitarla a delle prove, ma lei non vuole darglielo, anche perché, dice, sto già andando a delle prove. fa la difficile, insomma. giustamente. poi chiede un passaggio, e così cominciano a chiacchierare e finisce nella sala prova dove dylan e il resto della band stavano provando alcuni pezzi che sarebbero diventati l'album desire. scarlet è unanimente considerata una componente (msuicalmente parlando) essenziale per gli arrangiamenti di quell'album, con un suono unico e molto intenso. scarlet non ha raggiunto un grande successo mediatico, successivamente, ma continua a suonare soprattutto musica celtica, ma anche world e new age, col suo violino e ad incidere, si è anche esibita con la Duke Ellington Orchestra alla carnegie hall. tra le cose che ho ascoltato di lei, mi ha particolarmente colpito questo album, intitolato scarlet fever, che è del 1978, ed è veramente un ottimo folk progressive, che meriterebbe più attenzione e notorietà (leggi non esistono solo i jethro tull). billie holiday/i'm a fool diana rozz/walk on diana ross è il collegamento Per quanto riguarda la sua carriera cinematografica, ha vinto un Golden Globe( 1973) ed una nomination agli OSCAR come "Migliore Attrice" per la sua interpretazione nel film "Lady Sings the Blues" ( La signora del blues ) una carriera lunghissima cominciata con le supremes, dal 1958 al 1960 con le quali raggiunge per ben dodici volte il primo posto nella famosa billboard di cui spesso ci capita di parlare con pezzi come Baby Love, Stop! In the Name of Love, You Can't Hurry Love, You Keep Me Hanging On, Love Child e Reflections. le sue canzoni sono tra le più rifatte o coverizzate, come si dice da artiste del calibro di aretha, shirley bassey, amy winehouse, spice girls, e anche in italia con giorgia e amalia gre'.quindi avrei avuto molto da pescare per trovare un collegamento da un cover, come spesso ci capita, ma mi ha troppo entusiasmata il fatto che un trio neozelandese, avesse addirittura preso ispirazione per il nome della band che è appunto diana rozz. le quali usano spessissimo l'immagina di diana per il loro video o immagini legate alla band sono molto carine, A three piece all girl band from Wellington. Emily Jolliffe on Guitar and vocals (and occasionally keys), Gemma Syme on Keys and Vocals (and occasionally guitar) and Hannah Simon on drums and vocals. escono per la muzai, potete trovarle se vi piacciono su bandcamp e scaricare i loro due album con la formula name your price, questo pezzo è tratto dal loro album del 2012 che s'intitola numbskull. erika badu lorde /royals Ella Maria Lani Yelich-O'Connor, conosciuta con lo pseudonimo di Lorde (Auckland, 7 novembre 1996), è una cantautrice neozelandese. pure heroine, primo album uscito a settembre del 2013 ha avuto un successo planetario e una settimana fa ai grammy awards lorde ha vinto con questa canzone che stiamo epr ascoltare il premio come migliore singolo dell'anno. lorde ha ricordo 17 anni, ma non le manda a dire a nessuna. in un intervista che mi va di citare dice: Mi piace la musica pop dal punto di vista sonoro. Ma sono una femminista e il tema della canzone Come & Get It è “Quando sei pronto, vieni a prenderlo da me”. Sono stanca che le donne vengano ritratte in questo modo. Non è la prima volta che Lorde prenda di mira qualche collega, sia più genericamente sia nello specifico: una delle sue accuse di antifemminismo è indirizzata a Lana Del Rey, a detta della cantante neozelandese implicata nella diffusione di messaggi di sottomissione e struggimento sentimentale che non fanno bene alla figura femminile. Penso che molte donne di questa industria non stiano facendo del loro meglio per le ragazze. Ho letto interviste dove certe grandi star dicono “non sono femminista”. Beh, non è di questo che si parla: lei è brava, ma ho ascoltato il disco di Lana Del Rey e ho pensato tutto il tempo che non fosse proprio salutare per le ragazzine ascoltare certe frasi come “non sono niente senza di te”. Questo genere di disperazione, strapparsi la maglietta, non lasciarmi… Non è una buona cosa da ascoltare per le ragazzine, nemmeno per le persone giovani.