-molly drake http://mollydrake.bandcamp.com/ happiness - I remember Forse qualcuna di voi appassionata di folk, si ricorda o ama, un tipo strano e geniale come Nick Drake, un artista, morto a soli 26 anni per una overdose di antidepressivi, e così abbiamo detto un po' anche del tono della sua musica per chi non la conosca, poetico e toccante Per chi fosse interessata, consiglio il bellissimo documentario che si può guardare gratis in rete, intitolato a skin too few. Perchè apro con Nick Drake poi? Perchè qualche giorno fa è uscito per la Squirrel Thing Recordings, un disco assai particolare. Molly, vero nome Mary Lloyd, era appunto la madre di Nick, che nel tempo libero senza alcuna velleità artistoide sembra, componosse, suonasse al piano e cantasse per la famiglia. Il padre ha pensato bene di registrare le composizioni ed esibizioni della Molly che poi sono state recuperate, ripulite dallo stesso ingegnere del suono che lavorava con nick, e dalla label che ne ha tirato fuori 19 pezzi originali registrati nei 50's e proposte a marzo di quest'anno, come una sorta di puzzle mancante delle ispirazioni e radici di una leggenda del folk britannico, che è evidente, come spesso accade, deve molto della sua sensibilità a questa donna qui, di cui nessuno sapeva, e saprà a parte per questo disco, nulla. manicanparty/monarch cambiamo totalmente genere e passiamo ad un recentissimo duo appena uscito alla fine di ottobre, con un ep omonimo, sono Pat Morrissey and Jess Corazza, e probabilmente, se vi piacciono, a breve troverete in giro per la rete o nel vostro negozietto di fiducia qualcosa di nuovo, visto che raccontano in un intervista su web che hanno molto materiale pronto che stanno registrando. fanno un genere che loro stessi definiscono tribal pop, per quanto ci facciano ridere le definizioni, in qualche modo potete in effetti ritrovare nel loro sound, una serie di ispirazioni tribali, però appunto con una spiccatissima e preponderante vena pop. potete ascoltare tutto l'ep su soundcloud gratuitamente. molto carino anche il video che vi posto adesso sui vari social dove ci seguite, così che possiate vederlo. http://www.youtube.com/watch?v=k6b9MVYb54Q#t=84 vienna ditto/ altro change di mood stasera, molto schizo come è mio solito e lo so che vi piace così, un duo voodoo sci-fi blues, che vorrebbe dire che cazzareano allegramente a spina di pesce intorno a giri più o meno blues. E' da pochi giorni uscito il loro nuovo ep che si intitola Ugly, che potete ascoltare sul loro sito gratuitamente e anche scaricare un po' di cose passate gratuite, ne vale la pena vi posto il link sui social ora. correte se vi interessano, dopo l'ascolto che ho preparato per voi oggi. la loro storia come apprendiamo dal sito, è piuttosto recente, insieme dal 2009 con la comune passione per il blues di chicago, la psichedelia dark e la bbc il loro demo è stato scoperta da Linda Serck della BBc e messo su dando al duo una certa notorietà tanto da farle appordare a Glastonbury proprio nel 2009. screaming females/because the night-with garbage marissa paternoster è la front woman e chitarrista voce di questa power rock band, piuttosto tosta ma alla quale la sua voce e la sua fantastica chitarra da una vena melodica che forse forse potrebbe fare piacere la musica di questa fantastica band anche a quelle di voi più resistenti al punk rock e ce ne sono, lo so. la band è composta, come dicevo da Marissa Paternoster chitarra e voce, Jarrett Dougherty batteria, e King Mike al basso. sono la classica college band, ragazze e ragazzi che si incontrano al college, approfittano dell'atmosfera sostanzialmente diversa che si respira in america durante quegli anni di studio, si approfitta degli spazi per provare e per suonare, del fatto che gli strumenti non sono così impossibili da reperire soprattutto usati e dal 2005 si sono fatti le ossa e hanno suonato con tutte le band indie che mi/ci piacciono di più. ultimo full lenght è del 2012 e si intitola ugly, ma è di qeust'anno il loro ultimo ep uscito per la don giovanni records e si intitola Chalk tape. ma il pezzo che ho scelto per voi stasera è una cover fatta da marissa, insieme ai garbage di because of the night, la prima voce che apre il pezzo è ovviamente Shirley Manson dopo esplode marissa, fatemi sapere che ne pensate e poi guardate sui social il video del making of che ho appena postato http://www.youtube.com/watch?v=tOmKGjy-Ct0 findlay/off and on altro cambio di mood, andiamo a manchester questa volta, a scoprire la rude e sexy voce di Natalie Findlay, supportata da una band rock and roll piuttosto interessante, scrive i pezzi e i testi, a volte assieme alla band, ha una bella interpretazione e una grinta notevole, ho voglia di vederla dal vivo per capirla meglio. voi che ne dite? dal sito potete richiedere il download gratis di questa e altre canzoni. http://www.findlaymusic.com/ verily so/ordinary minds puntatina tra le band italiane, ha solleticato il mio interesse questo trio composto da Marialaura Specchivoce, batteria, chitarra, Simone Stefanini voce, chitarra, batteria, Luca Dalpiaz basso, voce, batteria. alcune canzoni hanno degli arrangiamenti, a mio giudizio scontati, e in generale non sono straordinari ne particolarmente originali. però perché la propongo? perchè la voce è molto bella e dotata, e perchè c'è qualcosa che mi fa immaginare che qualcosa di più audace e nuovo e meno italiano, possa venire fuori. angel olsen/forgiven-forgotten a breve vi faccio ascoltare l'anteprima e quindi il primo single assaggio tratto da Burn Your Fire For No Witness nuovo album di angel olsen che uscirà il 14 febbraio del prossimo anno, per la Jagjaguwar, una delle indietichette che ci piacciono di più. poche parole su angel, è che è una folk song writer, ossia una cantautrice folk notevole, giovane e dotata, il suo precedente album "half way home" che potete trovare sul web oppure se non siete pratiche, scrivendo per avere i link, rigorosamente non legali, a donasonica@inventati.org angel comincia a suonare nei bar di st. louis con la sua chitarra quando è ancora una ragazzina, e comincia così a collaborare con un collettivo di musicisti capitanati da emmet kelly, che si chiama the cairo gang, ha poi inciso una casetta intitolata "strange cacti" nel 2010 e lì si è fatta notare, riuscendo quindi l'anno scorso a tirare fuori appunto per la jagjaguwar e ora sta per tornare con qualcosa direi, di più aggressivo e rock. state a sentire. ruby fray/and the moon qualcosa di piuttosto strano adesso ruby fray, è il progetto di Emily Beanblossom, ex Turf Surgery, che si trasferisce ad Olympia, Washington. dove tra una cosa e l'altra ha formato pure una serie di band. tornata a casa, come dice lei stessa, e lontana dalla metropoli e dal caos, comincia a progettare quello che poi diventerà ruby fray. Ha portato quindi le sue cosine al Dub Narcotic Studio (dove ha registrato calvin johnson per esempio) ha cheisto aiuto a degli amici e amiche e quindi è venuto fuori questo strano, indefinibile album intitolato Pith, divenuto così l'album di debutto per Ruby Fray e include molte importanti collaborazioni: producer & engineer Ben Hargett songwriting and production assistant Ian Van Veen (Legs The Crab, Georgy), and harmony/strings specialist Giselle Garcia. As per K / Dub Narcotic tradition, a number of artists from the K roster also play on Pith, including Arrington de Dionyso, Gordon Baker (Malaikat dan Singa, Desolation Wilderness), Andrew Dorsett (LAKE, Desolation Wilderness), Angelo Spencer, Markly Morrison (LAKE), Jake Jones (Christmas), and Calvin Johnson. a tratti folk, a tratti sperimentale, moltissime influenze della musica anni 50 e tanto altro. e allora vi faccio ascoltare questo estratto dal titolo and the moon altro pezzo altro giro altro mood Railbird - jump ship railbird è una band sperimentale psychedelic folk di new york, capitanata dalla cantautrice sarh k. pedinotti, ha all'attivo un album intitolato "no one" uscito nel 2011 ha catturato la mia attenzione questo pezzo estratto dall'ep lucky del 2012 (anche se sarah ha qualcosa di nuovo in uscita, che spero di farvi ascoltare presto), intanto su bandcamp trovate questo, jump ship il brano in questione sarah ospita un'altra sarah, Sarah Barthel of Phantogram an sean rowe, altro folk singer. fatemi sapere che ne pensate. white poppy/ DARKNESS TURNS TO LIGHT WHITE POPPY – White Poppy (Not Not Fun, 2013) Chiusa la breve parentesi di suadente drone-folk riassunta nella cassetta “Drifters Gold”, Crystal Dorval torna alle origini sull’etichetta Not Not Fun sulla quale lo scorso anno aveva pubblicato il debutto del suo progetto White Poppy, “I Had A Dream”. Nelle dieci tracce racchiuse nel suo omonimo secondo album, l’artista canadese ritorna a una più spigolosa materia sonora, sospesa tra le luminose scie cosmiche delle tastiere e le segmentazioni di una percussività dalle lontane reminiscenze post-industriali. Se questi ultimi aspetti sono piuttosto evidenti nella prima parte del lavoro (“Wear Me Away”, “Joyride”), nel corso della tracklist riaffiorano via via le componenti più morbide e sognanti accennate nel brano d’apertura “Darkness Turns To Light”. Le eteree evocazioni della Dorval, in generale circoscritte al ruolo di estemporaneo complemento delle ipnotiche coltri sintetiche, tornano infatti ad affacciarsi in brani via via sempre più vaporose e incantate, culminanti nel soffice abbandono di “Without Answers” e nelle rilucenti rarefazioni di “Dizzy” e “Skygaze”. L’album descrive così una completa parabola che attraversa visioni claustrofobiche per tornare, infine, a rivedere le stelle di una trasognata declinazione post-ipnagogica, alla quale manca forse soltanto lo sviluppo melodico di “Drifters Gold”, che valorizzava invece le ulteriori doti interpretative della Dorval. http://www.youtube.com/watch?v=79lLJsk8CqU JOSEPHINE FOSTER / I’m A Dreamer- my wandering heart, il mio cuore errante (Fire, 2013) Il ritorno nel natio Colorado coinciso col precedente “Blood Rushing” (2012) assume per Josephine Foster un significato di ulteriore ripiegamento sulle proprie radici, alla ricerca di tradizioni legate non solo al folk ma a un complessivo immaginario ottocentesco. Con inedita concisione, in “I’m A Dreamer” la Foster indossa le vesti di ammaliante chanteuse che narra sul pianoforte storie di spiriti e muse pagane, ancora impregnate di sentori latini ma avvolte da un alone di polveroso modernariato. L’accompagnamento di arpa, contrabbasso, armonica e pedal steel, unito alla sua voce aspra ed evocativa, alimenta la magia sottilmente sinistra di dieci agili canzoni che paiono suonate da un grammofono. CLARA HILL - Walk The Distance (Tapete, 2013) Reduce da un lunga pausa creativa, Clara Hill rinnova in “Walk The Distance” la sua naturale propensione all’ibridazione di linguaggi musicali, applicata in passato a territori spazianti dal nu-jazz all’electro-folk. La combinazione di suoni e stili dei dieci nuovi brani discende dalla loro stessa origine casalinga e volutamente costellata di piccole imperfezioni e rumori di fondo. Su questo materiale grezzo l’artista tedesca ha lavorato insieme a numerosi artisti elettronici (tra i quali Schneider TM e Thomas Bücker aka Bersarin Quartett) per espandere le ambientazioni di una sequenza di frizzanti bozzetti in eterea sospensione tra indietronica, schegge acustiche e vivaci impulsi di electro-pop mutante. Clara Hill is a musician born in Berlin, who writes and performs with a varied array of artists. Her discography including 3 full-length albums and many 12“s featuring well known names in Electronica and electronic jazz. Coming from a Singer-Songwriter / acid-jazz / electronica background, Clara never stopped discovering and experimenting new musical paths across many genres. Beside worldwide tours her main interest is to present her own independent musical language to focus on compositions besides musical trends. Clara is working on her new Album which goes more in direction new folk with elements of experimental music, electronica, and post-rock. Restless Times (2004) All I Can Provide (2006) Clara Hill´s Folkwaves: Sideways (2007) Walk the Distance (2013)