1)diverting duo/outset Diverting duo è la band/progetto di Sara Cappai e Gianmarco Cireddu. Dopo un demo autoprodotto e svariati concerti i due registrano e pubblicano nel 2009 il loro primo album "lover/lover" uscito per l’isolana ZAHRrecords. www.zahr.net L’album d’esordio, accolto molto bene dalla stampa italiana, da voce al loro folk-pop lo-fi e minimale mettendo le basi per un tour che nel corso del 2009 li ha portati a suonare in buona parte d’Italia ed Europa. La band lavora tra il 2010 e il 2011 al nuovo materiale, pubblicando nel 2010 un mini ep con due singoli. E' quello anche il momento di un'evoluzione nella cura dell'immagine del duo che inizia ad utilizzare quasi escusivamente macchine fotografiche analogiche, lavorando personalmente ai propri scatti in doppia esposizione. Diverting duo comincia a diventare un progetto artistico più ampio. Il nuovo disco dei Diverting Duo “WE LEND YOU A MEMORY” uscirà per Zahr Records il 9 novembre 2012. Il full lenght si compone di 10 pezzi inediti che segnano un cambio per la band che passa dal pop folk del primo album ad un Dream-Pop più strutturato anche grazie all’abbondante presenza di sintetizzatori e al programming delle basi. Il disco verrà anticipato dall'uscita del singolo "outset" per la quale i Diverting duo hanno girato un videoclip completamente in analogico, utilizzando la Lomokino e 20 rullini colore (regia di Theo Putzu). L'uscita del video/singolo è il 22 ottobre. La copertina dell'album è anch'essa un lavoro fotografico della band. L'intero artwork è una composizione di scatti fotografici e doppie esposizioni fotografiche (realizzate con una Smena 8m) e successivamente rielaborate in grafica. vi invito a visitare bandcamp e ad ascoltare i pezzi e ovviamente a comprare le cose che fanno queste le prossime date del loro we lend you a memory TOUR: 23.11.12 Thiene - Disorder @ Cappello Bar 24.11.12 Latina @ Sottoscala 9 27.11.12 Grottammare @ Depart 28.11.12 Modena @ Buscape’ 29.11.12 Pesaro @ Bardàn 30.11.12 Padova @ La Mela di Newton 01.12.12 Vittorio Veneto @ Spazio Mavv 02.12.12 Martinsicuro (TE) @ Gala caffè 06.12.12 Ravenna @ TBA 07.12.12 Osimo @ Loop w/ Le Man Avec Les Lunettes 08.12.12 Roma @ Fusolab 2.0 w/Welcome back sailors grazie a sara AA.VV. – Le ragazze del rock (Spit/Fire – Goodfellas, 2012) La scrittrice Jessica Dainese Nel dicembre 2011 esce “Le ragazze del rock” di Jessica Dainese, uno splendido libro che percorre la storia della musica fatta dalle donne in Italia dagli anni '60 ad oggi; le Amavo ne fanno parte rappresentando la musica sperimentale italiana con una lunga intervista. questa la playlist del cd che accompagna il libro: Le ragazze del rock su facebook Tracklist: 1) Clito – Se la vita è faticosa 2) Kandeggina Gang – Orrore 3) Antigenesi – Una donna non è merda 4) Remote Control – Feeling for the night 5) Squeezers – I’m a rock’n'roller 6) Mumble Rumble – Global War 7) Motorama – Tell me! What? 8) The Cleopatras – Freaky Freaky 9) Fucking Barbies – Flusso abbondante 10) Sexysuperporno Hardcore – Television 11) Pussy Face – Bitch is right! 12) My Sisterical – Tiger 13) Black Candy – Christine 14) Love in Elevator – Oh di Vuh 15) Diva Scarlet – Souvenir 16) Roipnol Witch – Rescue 17) Kyuuri – A Lidia (Resisto!) 18) Mab – Pure 19) Lilies on Mars – Aquarium’s Key 20) Sarah Schuster – The Photographer 21) Amavo – Jello 22) Agatha – Agatha’s theory on high heels 23) Cokerocket – Food Kills 24) She Said Destroy – I fell in love 2) she says destroy!she fell in love She Said Destroy! is a noise-pop duo which began in November 2010 on the edge of a busy crossroad in Bologna. Sté (bass/vocals) is a vegetarian redhead east-culture addicted and Emy (drums and backing vocals) is a meat-eater mad about cangaceiros and maracatù. SSD!'s influences are a blend of genres: from lo-fi to samba cançao, from electro-punk to post-punk, from punk '70's/'80's to shoegaze ste mi ha inviato queste prossime date in programma, quindi se vi sono piaciute come a me due cose da fare: andare sul loro bandcamp e scaricare in free download il loro ep Conflicting Landscapes e andarle a vedere qui 16/11 PRATO, IT - Controsenso (w/ Amavo) 30/11 FIRENZE, IT - Glue 08/12 WIEN, AT - Riot Grrrl Film Festival 14/12 AREZZO, IT - Spectre Club 15/12 PISA, IT - La Centrale (w/ Soviet Soviet) 22/12 RAVENNA, IT - Ravenna Underground Festival @ Spartaco 26/01 VERCELLI, IT - Bsa 22/02 OSIMO (AN), IT - Loop w/ Brothers In Law 3) AMAVO è una band italiana composta di due elementi, Anna Lott e Silvia Lovo, attiva dal 2004. veneziane A seguito della prima autoproduzione, un EP omonimo composto da 5 tracce ben accolte e recensite dalla rivista BlowUp, esce nel 2007 AMAVO EL TOCO, uno split contenente 4 tracce inedite realizzato in edizione limitata assieme ai PETER KERNEL e prodotto dalla svizzera ON THE CAMPER recs. L'esordio ufficiale del gruppo, HAPPYMESS, esce nel 2008 per FROMSCRATCH recs., etichetta italiana che si distingue per la raccolta di bands della scena sperimentale italiana e non (Zu, Geoff Farina, Miranda, Neo, François Cambuzat). Alla presentazione di HAPPYMESS segue un lungo tour che tocca Italia, Francia, Svizzera e Austria, per un totale di un centinaio di date suonate nell'arco di un anno e mezzo, nonché una buonissima ricezione da parte di critica e pubblico. Ad Aprile 2012 esce GRACEFOOL, per FromScratch Recs e Jena Dischi. Il disco ha come produttore artistico Alessio Edy Grasso e sound engineer Giuseppe "Pippo" Barresi. Gracefool è stato registrato e mixato a Milo (CT), all’Emperor Riskio's Milo House. Il sintetizzatore entra a far parte della backline del gruppo e diventa parte fondamentale nella composizione dei pezzi. Quattro braccia ma tre strumenti. Pezzi intensi, onde sonore che si allungano, avviluppano, increspano e si disperdono le une nelle altre. Sbuffi di chitarra a braccetto con il ligio ma estroverso sintetizzatore. Una batteria più raccolta ma fortemente determinata, tutto a servizio di un ammaliante ed ipnotica voce pregna di melodia. http://www.fromscratch.it potete scaricare in free download il singolo che vi faccio ascoltare e procurarvi il loro album 4) motorama/wild girl una Band fuori dal comune, sono le MOTORAMA, arrivano da Roma, capitale che tanto ha dato negli anni al movimento indipendente musicale, quello vero, quello fatto di sangue e sudore. Nascono nel 1996 in una diversa formazione e poi sino ai giorni nostri dove sono rimaste in due, Daniela e Laura, donne davvero interessanti in un panorama governato da maschi a volte troppo pieni di se. Le MOTORAMA hanno saputo sconvolgere musicalmente e non solo, molti schemi e se non vi è mai successo di vederle live allora sarebbe ora di provvedere, erano all'indipendent del 2003, ho avuto giusto il tempo di intravederle per pochi istanti ma mi riprometto presto di mettere riparo e vedermi un loro live per intero. Questa è una intervista della lunga serie che mi prefiggo di fare attraversando il mondo del PUNK al femminile e se occorre, andare anche oltre la scena Punk. 5)The Hysterical Injury – Dead Wolf Situation (Self Released) uscito a gennaio di quest'anno Hysterical Injury are a two-piece Bath-based band founded by brother and sister duo Tom and Annie Gardiner in 2007. They’ve recently released their debut full-length album, Dead Wolf Situation. Annie fronts the Hysterical Injury, singing and playing bass, while Tom is in charge of percussion. The contrast between the heavy bass and her ethereal, almost twee vocals is used to great effect throughout the record, bringing to mind the Pixies, Team Dresch or a less snotty Elastica. The album opens very solidly with Halo Alkanes, where driving bass riffs meet vocals which switch between sing-song poppiness and soulful harmonies and prime the listener for the rest of the album. The record continues in the same accomplished way. The Gardiner siblings are a very talented duo, and if you didn’t know there were only two of them you would never realise it (a feat borne out by their live shows (as mentioned above) – I saw them last year in Bristol and was very impressed). The tracks run a gamut of styles and emotions, but it is held together by the central ‘feel’ of the band; so while Vex (track 4) might remind you of Goldfrapp & Bitch’s Balls (track 11) might make you think of Catatonia, it all also sounds unmistakably like Hysterical Injury – and Hysterical Injury sound great, especially with the multi-layering of Annie’s vocals in most of the songs. 6)she makes war/exit strategy Laura Kidd debut album disarm out now! - solo artist she makes war, ex-singer w/ the young punx, professional bassist, videographer, photographer, social media reporter, writer il suo album scaricabile dal suo bandcamp con il sistema name your price http://shemakeswar.bandcamp.com/album/disarm vi consiglio di dare un occhiata al suo blog http://shemakeswar.com/ da dove non solo promuove se stessa ma una grande quantità di altri artisti/e che spesso lavorano con lei o con cui collabora. 7)this is the kit/sometimes the sea This Is The Kit is a Bristol and Paris based band formed by Kate Stables. In 2006 Rob Da Bank's record label Sunday Best [sound of rum, dadid lynch] included This Is The Kit's track Two Wooden Spoons in their Folk Off compilation along side artists including Animal Collective, Tunng and Vashti Bunyan. The band's inclusion in the compilation received high praise from Drowned in Sound who said "its personal touch is largely what makes This Is The Kit the British highlight, not to mention that of the compilation as a whole".[1] Following that Sunday Best went on to release Two Wooden Spoons as a 7" single with the B side Come a Cropper in 2006. This Is The Kit's first album album release (Krulle Bol, Microbe 2008) was produced by John Parish in Bristol with guest musicians performing on various instruments. Their most recent album, Wriggle Out The Restless was released by Dreamboat Records in 2010. The album was gestated over a long period and drew on This Is The Kit's many musical friends including Rozi Plain, Jim Barr (bass player from Portishead), Francois and the Atlas Mountains and The Liftmen. The album was produced by longtime collaborator and partner Jesse D Vernon. This Is The Kit perform regularly as a two-piece with Stables on vocals, guitar and banjo, and Vernon on violin, guitar, bass and percussion. They are joined by The Liftmen as their regular touring band. In 2010 they did a Take-Away Show video session created by Vincent Moon. 8) thony/quick steps Thony ha tutte la carte in regola per diventare la next big thing italiana e un trait d’union tra l’indie e il mainstream. E attenzione, questa non è una critica, qui ci troviamo davanti ad un disco, “Birds”, che rischia di far parlare di se, e non solo tra la critica e gli addetti ai lavori. La ragazza (origini siculo-polacche e romana d’adozione) dopo un po’ di gavetta è riuscita a spuntare un contratto con la Sony e a pubblicare, in formato digitale ed in free download, un disco lo scorso anno, dal titolo With The Green In My Mouth. Capita che Paolo Virzì e Simone Lenzi (Virginiana Miller) si mettano alla ricerca su Myspace (retromania a breve) di una cantante/musicista che si addica ad il ruolo di protagonista per un film tratto da un libro scritto dallo stesso Lenzi: “Tutti I Santi Giorni”. E la prescelta è, indovinate un po’, proprio Thony. “Birds” è quindi la vera e propria colonna sonora del film, di cui si fa un gran parlare in senso positivo (del resto Virzì è uno dei migliori registi in Italia e Lenzi l’autore più sottovalutato di testi del belpaese) ed accorpa al suo interno sia composizioni vecchie di Thony, provenienti anche da “With The Green In My Mouth”. Il disco mette in risalto una capacità compositiva davvero innata di Thony, per niente superficiale. Nonostante la funzione aggiuntiva di soundtrack, qui di riempitivi ce ne sono ben pochi: anche gli strumentali “Blue Wolf” o “Near To Zero” fanno la loro bella figura. Ma sopratutto ci sono Canzoni con la c maiuscola. E neanche poche. L’uno-due iniziale di “Time Speaks” e “Quick Steps” rende ben chiare le coordinate di Birds, quelle di un folk-rock che basa parecchia della propria forza sulla capacità espressiva e compositiva di Thony.I punti più alti dell’album possono benissimo essere inquadrati in “Paper Cup” (un pezzo pop quasi perfetto, che parte con una parte ritmica affidata solamente a battiti di mano e continua con un trascinante ritornello, cori e un basso che si muove fluido appena compare la batteria) e nell’improvviso accenno rock di “Sam”, che quasi soprende per quanto si distoglie dalla natura intimista di “Birds”. I rimandi appaiono ben delineati: “Water” e “Birds” ricordano la Cat Power antecedente “The Greatest” (brutto però il finale smorzato della title track), mentre “Promises” e “Dim Light “ondeggiano tra Fiona Apple ed Adele. Un disco che dimostra che la ragazza ne ha di potenziale: tutto sta nel vedere se il repentino successo non la trasporti verso dimore più mainstream (che purtroppo in Italia significano soprattutto scelte di produzione e marketing deprecapibili). In ogni caso, per ora, brava Thony. 9) dark dark dark /tell me Nova Marie Invie ci tiene a farmi sapere che “Who Needs Who” è stato composto dopo la fine della sua relazione con Marshall LaCount, uno dei suoi musicisti. È scritto ovunque: te lo accennano in un modo un po’ complice sul sito della Melodic mentre ti invitano a ordinare il loro nuovo lavoro, lo vedi quasi in forma di avvertenza su lineofbestfit, che ti concede in esclusiva streaming del disco, lo leggi tra le righe della recensione track-by-track a cura della Invie sullo stesso sito – maneggiare con cura, contiene parti fragili. E così tutte le canzoni, anche quelle che forse raccontano d’altro, finiscono per parlare di rotture, desiderio, cerotti sulle ferite, oscurità e resurrezioni nell’aria. Come se, fissato un punto di arrivo, non fosse possibile leggere tutto quello che c’è stato prima se non alla luce della sua conclusione: è l’inganno delle letture a posteriori – tutto converge verso un punto, verso un senso che forse non avrebbe avuto. Un breakup album non è necessariamente interessante di per sé – resta una fonte di fascino e curiosità, ma sono un’altra cosa. È che mi chiedo se l’unica proporzione in cui valga la pena di parlare di certe cose sia quella dell’1:1, dell’adesione totale alla trama del racconto; se gli unici pronomi da usare siano la prima e la seconda persona singolare: io, tu come reduci di un plurale, se insomma non si possano raccontare queste situazioni con un altro linguaggio, con altri nomi. Se all’orizzonte ci sono nuove isole, noi fingiamo che non esistano. E per questo “Who Needs Who” resta sempre a qualche centimetro di distanza, come una frase intraducibile: sento che quello che mi sta dicendo è importante, urgente, ma non riesco a comprenderlo, come se fosse scritto in una lingua così personale che quasi non ha senso per chi la ascolta. È necessario, sì, ma non capiamo perché, né come – o peggio, non ci interessa farlo. Dal punto di vista musicale, i Dark Dark Dark hanno raggiunto un buon equilibrio con il precedente “Wild Go” e qua non lo perdono neanche per un momento – e forse avrebbero fatto bene a farlo, almeno ogni tanto per ricordarci che questo è un altro album: “Who Needs Who” gioca su quello che sanno fare bene, la voce di Nova Marie si muove tra ballate tristi e momenti alla Regina Spektor, accompagnata da un’ottima band, con banjo, piano e fisarmoniche. Tutto giusto, ma senza grandi colpi di scena, se non nelle tracce centrali, dove spicca “How It Went Down”, già primo singolo dell’album, e nella traccia conclusiva, “The Great Mistake”, perfetta anche in un album di Feist. C’è un’opera di Robert Montgomenry che mi è tornata in mente mentre pensavo alle proporzioni dei racconti, a quell’urgenza che ti obbliga a dire qualcosa che agli altri non possono ascoltare, al fatto che lasciare andare un dolore richiede più coraggio dell’autoindulgenza – per la sua personale alla Galerie Analix di Ginevra, Montgomery ha composto un’enorme scritta al led, The people you love become ghost inside of you and like this you keep them alive: un lavoro che dice qualcosa di profondamente condiviso, ma cosa accade se poi i fantasmi sono l’unica cosa di cui riusciamo a parlare? Questo è il vicolo (quasi) cieco in cui si sono bloccati i Dark Dark Dark – e per loro confidiamo in una Pasqua di resurrezione, di nuove esplorazioni. 10)9) Martha Wainwright /Come Home to Mama (album) Martha Wainwright comes from a long line of musicians, and their influence shows on her third solo album, Come Home to Mama. The daughter of Loudon Wainwright III and Kate McGarrigle, as well as the sister of Rufus, Wainwright has finally recorded an album as thoughtful and artistic as her roots. It’s clear from opener “I Am Sorry”, with its seductive, sustained vocal holds, that Wainwright’s songwriting is now keeping pace with her vocal talent. Gone is the girlish pop of her previous records; Wainwright sounds confident here in a variety of styles, each running a simple three to four minutes before she’s off to another. She’s a vocal chameleon, much like her brother, sounding at times sultry, injured, or pensive, her trademark smoky alto curling up each note. Lead single “Proserpina”, though not written by Wainwright, is a standout. Penned by the vocalist’s late mother McGarrigle, it tells a mythological tale of mothers and daughters, complete with haunting piano and a theatrical backing chorus. It’s a mark of Wainwright’s talent that her personality dissolves into the song, her delivery so measured that one pictures her an opera star, “Proserpina” an aria birthed delicately for an adoring audience. Guests on Come Home include Nels Cline and Sean Lennon, but Wainwright is the star, cooing and gliding her way through tales about the challenges of love (“Some People”) and parenting (“Everything Wrong”). Whether anyone outside Wainwright’s devoted fanbase will take notice of the album is hard to say, but the world could use more pretty voices with smart ideas.