Relazione fatti relativi al minore Halilovic Mirko nella notte tra il 12 e 13 febbraio 2004 anche alla luce della presa visione del fascicolo n. 471/04 Tribunale per i Minorenni di Roma - PM Dott. Thomas - nel quale il minore risulta indagato a piede libero per il reato di ricettazione di auto rubate. Cari Salvo e Valerio, prima di redigere una bozza di comunicato stampa preferisco stilare una relazione dettagliata - di quanto è a mia conoscenza - della vicenda in oggetto che ci sarà utile anche in futuro. Infatti, dopo aver parlato con Valerio alla riunione del 19/2 in via Messala Corvino, mi sono recato insieme a Valerio e Mila presso il campo di Arco di Travertino dove abbiamo parlato con Mirko, la madre e la sorella Muna; infine oggi sono riuscito a farmi autorizzare dal dott. Thomas a prendere visione ed estrarre copia della relazione informativa redatta dal Commissariato "Trevi" di Roma relativa ai fatti di quella notte. Ciò è particolarmente importante (normalmente gli atti sono rigorosamente secretati) perché così sappiamo la loro versione dei fatti e soprattutto i loro nomi e cognomi. Allora la versione della Polizia è la seguente in via sintetica, poi fra qualche giorno vi trasmetterò copia del verbale: nell'ambito di una indagine per furti di automobili a seguito di numerose denunce, gli agenti si appostano in P.za della Cancelleria e vedono arrivare (su una Hyundai poi risultata rubata) due persone che si improvvisano parcheggiatori. Ad un certo punto arriva una Mini Cooper e i proprietari lasciano loro le chiavi. A un certo punto gli agenti vedono i due allontanarsi con la Mini Cooper seguito dall'altro con la Hyundai. I due, che sono Gaetano Martelli e Arturo Piantadosi, vengono fermati da questi agenti che trovano molte chiavi di automobili anche nella loro abitazione (casa occupata). I due dichiarano di voler collaborare e raccontano che loro rubano le auto in quel modo su ordinazione degli zingari di arco di travertino e le spostano in varie zone e poi successivamente le portano dagli zingari di arco di travertino che danno loro 100 Euro a macchina. Così sempre quella notte gli agenti prendono la Mini Cooper e la Hyundai e vanno al campo di Arco di Travertino fingendosi per gli autori del furto uno dei quali era a bordo. Arrivati al campo esce un ragazzo (Mirko) e il ladro a bordo lo riconosce come uno di quelli a cui lui consegna le auto, così lo fermano e lo conducono in Commissariato per i controlli di rito. Su questo gli agenti non dicono altro se non che poi trovano molte auto di quelle denunciate e le cui chiavi erano in possesso dei due arrestati e che Mirko avrebbe portato gli agenti a ritrovare due auto (una mi ricordo una Mercedes) parcheggiate con le portiere aperte e avrebbe a loro confessato di ricevere le auto. Nel fascicolo ci sono inoltre i precedenti di Mirko e risulta un procedimento per ricettazione con denuncia il 27.4.02 e sentenza il 14.5.2003 di "proscioglimento per irrilevanza penale del fatto" che in parole povere significa: è colpevole ma il fatto non è particolarmente grave ed essendo il primo reato non costituisce allarme con prognosi favorevole al non ripetersi di tali fatti. Alcune osservazioni: questo al di là della gravità della condotta della Polizia, ma per capire i fatti. Allora Mirko dice che sente suonare il clacson vede una Mini Cooper e apre pensando che sia un amico del fratello. Ora avendo saputo che la Mini Cooper era non una macchina della polizia in borghese ma una rubata il fatto che Mirko apra il cancello può far sorgere dubbi circa il suo reale coinvolgimento nel reato. A questo proposito non giova il precedente penale specifico che lui non ci ha riferito. Non ci hanno detto neanche (il fratello era presente all'incontro nel campo) di aver nominato un altro avvocato. SIAMO SICURI CHE POSSIAMO CREDERE ALLA VERSIONE DEI FATTI DI MIRKO IN RELAZIONE ALLE BOTTE SUBITE? Scusate la domanda ma credo sia meglio porsi dei dubbi ed essere un po' diffidenti prima di imbarcarci in una azione lunga e complicata come quella di denunciare dei poliziotti. Allora i nomi di coloro che hanno firmato l'informativa della Polizia sono: Agente Giuseppe NUZZI, Ispettore capo Pietro OCCHIONORELLI (questo firma anche il verbale di accompagnamento di Mirko presso il Commissariato), Ispettore Capo Ciro SORRENTINO (il famoso Ciro di cui ci ha raccontato Mirko!), Assistente Capo Pietro STROIA, Maurizio MIRABELLA e Marco BRUSCOLOTTI. Comunicato Stampa (scusate la forma ma non ne ho mai scritti prima, magari correggetela): La sera del 12 febbraio 2004 verso le ore 23 alcuni agenti in borghese del Commissariato di Polizia "Trevi Campo Marzio" di Roma, nell'ambito delle indagini su una serie di furti di automobili compiuti in Piazza della Cancelleria a Roma da finti parcheggiatori abusivi, sono giunti sino al Campo nomadi di Arco di Travertino ove, a bordo di due delle auto rubate, si sono avvicinati all'entrata del campo ed hanno azionato il clacson. M.H. ragazzo Rom di anni 16, che vive al campo, era sveglio davanti alla TV così, sentiti i rumori, è uscito dalla propria baracca ed ha aperto il cancello di ingresso per vedere chi fosse a quell'ora, quando tutti gli altri dormivano. Appena aperto il cancello, il ragazzo è stato bloccato e caricato su una di queste automobili da parte degli agenti operanti in abiti civili ed è stato portato presso gli uffici del Commissariato di Polizia di Roma "Trevi Campo Marzio" ufficialmente per la propria identificazione. In realtà, appena giunto presso detti uffici al ragazzo veniva chiesto di fornire informazioni sulle auto rubate ed alle sue risposte negative veniva picchiato a turno dagli agenti, ispettori e assistenti, di turno nella notte tra il 12 e 13 febbraio 2004 - almeno 5 persone - ininterrottamente dalle 23,30 circa sino alla mattina seguente quando è terminato il loro turno di servizio. Il ragazzo è stato poi rilasciato intorno alle ore 12 del 13 febbraio con evidenti lesioni che venivano immediatamente refertate presso l'Ospedale M. G. Vannini di Roma con n. 10 giorni di ricovero e la seguente diagnosi: "Trauma cranico, contusioni multiple: torace e ossa nasali. Ematoma occhio sinistro". Tra i numerosi episodi di violenza occorsi, il ragazzo ricorda quelli ad opera degli agenti che hanno provveduto a bloccarlo all'uscita del campo nomadi i quali nella cella di sicurezza del Commissariato si sono dapprima alternati a prenderlo a schiaffi, pugni e calci chiedendogli chi l'avesse colpito più duramente. Poi lo hanno condotto nel cortile interno al Commissariato e fattolo stendere faccia a terra gli hanno posto due birilli tipo bowling sulla schiena dicendogli "se li fai cadere sei morto" e in quella posizione gli hanno riversato un secchio di acqua gelida sulla testa. Poi entrato nuovamente in cella uno dei predetti agenti si è rivolto ad un collega presente nei corridoi dicendo che c'era "uno zingarello da menare", così questi si avvicinava e gli sferrava alcuni pugni e schiaffi. Poi sempre nella cella è stato fatto mettere in ginocchio e colpito con una delle sue scarpe che gli erano state sfilate. Durante questi episodi gli agenti gli urlavano frasi del tipo "bastardo" "tu rubi le macchine e mo sono cazzi tua" " se parli sei morto" ecc.. Va, infine, sottolineato come nonostante le ricerche compiute dai familiari per tutta la notte, rivolgendosi sia al Commissario di zona che alla Caserma dei Carabinieri, nessuno (neanche le Forze dell'Ordine) era a conoscenza dell'accompagnamento del minore presso quegli uffici sino alle ore 4 del 13 febbraio 2004, quando gli stessi lo comunicavano via radio ai colleghi che chiedevano notizie alla centrale. Veniva, inoltre, estorta a M. H. un'ammissione di partecipazione al reato di ricettazione di auto che ha comportato al minore una denuncia a piede libero ed un procedimento in corso al Tribunale per i Minorenni di Roma. In più, va detto che il minore è stato trattenuto per più di 12 ore, contrariamente a quanto previsto dall'art. 349 c.p.p. che stabilisce come termine massimo quello strettamente necessario per l'identificazione e comunque per non più di 12 ore, con l'obbligo, comunque, di immediato avviso al P.M. ed ai genitori dei minori, mentre nessuna notizia è stata data sino dalle ore 23 alle ore 4 circa del giorno seguente ed il ragazzo è stato accompagnato in Questura per i rilievi dattiloscopici soltanto il mattino seguente alle ore 10. Siamo, purtroppo, testimoni sovente di episodi di maltrattamento e violenze gratuite su cittadini italiani e stranieri fermati o arrestati dalle Forze dell'Ordine, questo è un malcostume che si sta diffondendo e che deve essere estirpato anche al fine di mantenere integra la fiducia dei cittadini nelle Forze dell'Ordine. Questa volta sembra, inoltre, essersi superato ogni limite avendo l'abuso riguardato un ragazzo di 16 anni.