postato da Officina Soc. Coop. Venerdi 11 Maggio 2007 ore 08:03:29 Dopo la lettera inviata a Repubblica “ Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista” e la risposta di Veltroni , sindaco di Roma : “La legalità non è di destra o di sinistra. La legalità non ha, e non deve avere, colore politico. E' un diritto fondamentale dei cittadini, e chiunque è al governo di una comunità sa che assicurarne il rispetto è un suo compito, un suo dovere…..” sulla quale tutti concordiamo, vorremmo anche noi ricordare al sindaco Veltroni che la legalità è un dovere soprattutto per le istituzioni e i loro rappresentanti… Vorremmo chiedergli se tutti gli sgomberi e l’abbattimento dei campi rom a Roma di questi ultimi mesi si sono attuati secondo un principio di legalità…..e vorremmo chiedergli se gli esempi riportati nella sua lettera “Qualche mese fa ho incontrato i ragazzi di un liceo di Roma, che mi hanno raccontato di atti di teppismo, di furti di motorini, di un clima sempre più pesante. Tutto ad opera di alcuni rom del vicino campo di via Lombroso “..…...“ Se c'è un rom che ruba la pensione ad una vecchietta, per poi andarsene in giro in Mercedes, chi è il più debole?”…. SERVONO PER GIUSTIFICARE E TROVARE UNA LEGITTIMAZIONE SUL PIANO SOCIALE E POLITICO DEL SUO OPERATO A queste due lettere, proponiamo per una riflessione comune, il post di Beppe Grillo Razzismo all'italiana Gli italiani non sono razzisti. Non vogliono essere razzisti. Non possono essere razzisti. Gli italiani sono brava gente, pizza e mandolino. Un italiano può accettare di essere chiamato in vari modi: evasore, mafioso, corrotto. Non fa una piega. Per lui sono complimenti. Ma se lo chiami razzista diventa una bestia. E più è di sinistra, più si incazza. E’ una lotta con sé stesso. Una lotta che ha risolto con il razzismo all’italiana. Un razzismo che non c’è, ma c’è. Un razzismo che ci fa sentire tutti più buoni. Insomma, l’italiano ha rimosso il razzismo. Lo ha fatto con discrezione, dando il giusto peso alle notizie. Se muore una bambina polacca sparata a Napoli, viene accoltellato un cingalese a Milano o interrati dei nordafricani in Puglia durante la stagione dei pomodori, la notizia si dà con discrezione. Per un giorno e in decima pagina. Se il morto è autoctono scatta la caccia all’omicida. Il morto extra si nota poco, il morto nostrano si nota molto di più. Se vengono stuprate in massa per 30 euro delle minorenni extra, anche di dodici/tredici anni, nei viali di tutto il Paese è folklore. Se viene aggredita una ragazza nostrana va in prima pagina. Se i bambini extra sono buttati in mezzo a una strada a chiedere la carità o a vendersi è folklore. Se succede a un bimbo italiano, i genitori finiscono in carcere. L’omicida rumeno è un mostro, quello nostrano un delinquente. I nostri extra sono equiparati agli extra che vivono a casa loro. Numeri, non persone. Chi dà peso ai cinquanta morti al giorno in Iraq o alle stragi del Darfur? Le carceri sono piene di extra che non hanno capito le regole. Regole che appunto non ci sono. Nel nostro Paese che non c’è, le leggi sono un optional. L’italiano lo sa, si arrangia, tira a campare, ad andare in prescrizione senza passare dal via. L’extra invece va direttamente in galera perchè crede che l’impunità in Italia sia uno stile di vita, non un reato. Sarkozy ha vinto per il ripristino della legge. La legalità, ha detto Veltroni, è un diritto, senza specificare però per quale classe di reddito. Chi non è ancora diventato razzista in Italia lo diventerà. E’ il Paese che lo vuole. Non pagano la corrente e la casa viene distrutta postato da Officina Soc. Coop. Venerdi 11 Maggio 2007 ore 07:56:59 Riceviamo da Luigino Beltrami un articolo tratto da IL BRESCIA (E POLIS) del 7 Maggio 2007. La famiglia Mareta, che viveva al campo nomadi di via Orzinuovi, rifiuta le accuse e dice di aver sempre rispettato le regole. Da mesi vivono in una tenda di fortuna. Vivere in sei in una tenda senza luce, acqua, gas e servizi igienici. Dormire per terra, svegliarsi e andare a lavorare in cantiere mentre la moglie accudisce i quattro figli, uno ancora lattante. Dal 13 marzo scorso questa è la storia della famiglia di Romeo Mareta (ma tutti lo chiamano Rocco), quarantacinquenne di origine Rom, venuto dalla Romania anni fa per sfuggire al regime di discriminazione del suo governo. Rocco e la sua famiglia prima vivevano al campo nomadi di via Labirinto, poi dal 2002, assieme ad altre 20 famiglie di origine rumena, serba e kosovara (molti infatti di quelli che vengono comunemente considerati nomadi, sono in realtà cittadini europei o profughi di guerra con diritto d’asilo che con il nomadismo non hanno nulla a che fare), il Comune di Brescia li ha trasferiti nel campo di via Orzinuovi, a ridosso dell’Ortomercato. Lì, fino a marzo di quest’anno, occupavano un prefabbricato di una ventina di metri quadrati: una umile sistemazione, ma dignitosa, completa di bagno e riscaldamento, così da poter condurre una vita quasi normale: lavorare, mandare i figli a scuola (ogni giorno dal campo passa infatti lo scuolabus dell’Opera Nomadi e della Cooperativa Ecopolis), la sera cenare tutti assieme attorno a un tavolo. «Venerdì 13 marzo però - racconta Rocco -, mentre mi trovavo in Romania per alcune faccende burocratiche, è giunta una pattuglia di 5 vigili urbani, con il dirigente dei servizi sociali accompagnato dall’assistente sociale: la porta è stata forzata, tutto il contenuto dell’abitazione è stato caricato su un furgone e portato al magazzino comunale. Dopo di che è intervenuta la ruspa che ha abbattuto il mio prefabbricato ». Espulsa dal campo, la famiglia Mareta vive da quel giorno oltre il perimetro delle casette prefabbricate. Il nuovo alloggio è verso la rete di recinzione, appoggiato a un terrapieno, infestato di alte erbacce oltre il quale si scende al fiume: una tenda di recupero con all’interno tre materassi, di più non ce ne stanno, la notte vi dormono in sei. Il servizio cucina è per forza all’aperto. Come mai? Cosa è successo? Romeo ufficialmente non lo sa perché, dice, «non mi è stata data più alcuna lettera, ed il mio avvocato sta aspettando che gli forniscano la documentazione, ma da informazioni avute da un dipendente comunale sembrerebbe che mi sia addebitato il furto di energia elettrica ai danni di un altro abitante del campo e di aver ospitato a casa mia persone non autorizzate mentre ero assente». In effetti nel campo vige un regolamento la cui violazione comporta la perdita dell’alloggio. «Siamo molto preoccupati per mia figlia Marinella di 13 mesi e per Christian affetto da epilessia» conclude Rocco. Ora la sua richiesta di aiuto è stata raccolta dal consigliere regionale di Rifondazione Comunista Osvaldo Squassina che stamattina sarà dal Prefetto per informarlo dell’accaduto: «Anche se il dolo si è veramente verificato - ha commentato - non si è mai visto che per non aver pagato la corrente venga abbattute le abitazioni. Si tratta di un atteggiamento repressivo inaccettabile». Minoranza etnica Rom e Sinti Contatore visite coopofficina - Home blog - Contattami Rom e Sinti insieme - Incontro 24 marzo - Comunicato stampa - VIDEO - Rom e Sinti chiamano, l'Europa risponde? - costituito il comitato Rom e Sinti Insieme - Il silenzio degli amici - Il progetto Politico Riflessioni - Rom e Sinti protagonisti attivi per una nuova Romanipè - La minoranza Rom Abruzzese Notizie - Lettera Aperta ai Ministri - Non ne possiamo più Scuola - Archivio Abruzzo - Pescara Habitat - Archivio articoli Archivio articoli - testimonianze e partecipazione - Enti locali e Istituzioni - Giornali Televisioni Arch. Legislazione - Legislazione Ultimi commenti Maria Grazia 2 giorni fa grazie dell'ulteriore contributo... ciao » sucardrom 2 giorni fa ciao a Tutti, Manila era una Sinta Veneta » Renata Paolucci 3 giorni fa ERRATA CORRIGE: visto che si parla di Padova » Renata Paolucci 3 giorni fa Ciao Maria Grazia ho letto la tua storia di » Nazzareno 5 giorni fa ciao fabrizio, per la realizzazione di » Archivio - Maggio 2007 - Aprile 2007 - Marzo 2007 - Febbraio 2007 - Gennaio 2007 - Dicembre 2006 - Novembre 2006 - Ottobre 2006 Web - sucardrom - romanonlil - Osservazione - FataZingara - Mahalla - Redattore sociale - nevodrom - Consiglio Europa - UNAR - sucardrom.eu - stranieri a Pescara Cerca nel blog: Chi siamo - chi siamo - mission e attività Feed XML copyright Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato in forma integrale ed aggiungendo il nostro link. Questo blog non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non è un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.3.2001. in caso di utilizzo commerciale contattare la "Officina Società Cooperativa" Via pian delle Mele n. 46 65124 Pescara “Infanzia negata. Futuro zero, la catena dell’accattonaggio li rende schiavi” postato da Nazzareno Guarnieri Sabato 5 Maggio 2007 ore 11:39:36 Ieri, presso la sede italiana del Parlamento europeo in Italia, l’ufficio nazionale per i diritti dei minori di Alleanza Nazionale ha presentato la campagna: “Infanzia negata. Futuro zero, la catena dell’accattonaggio li rende schiavi”, illustrata dall’Europarlamentare di An Roberta Angelilli, per sensibilizzare cittadini ed istituzioni sulla condizione dei minori Rom. Il dossier presentato dall’Ufficio nazionale dei Minori di Alleanza nazionale riporta la seguente realtà: 1. Nel territorio dell'Unione europea sono presenti tra gli otto e i dieci milioni i rom, di cui il 45/50% ha meno di 16 anni. 2. Secondo dati non ufficiali, in Italia sono presenti circa 120/150mila Rom e Sinti, di cui il 50% sono bambini al di sotto dei 14 anni e, con l'entrata della Romania e della Bulgaria in Europa, sono in media mille al mese i Rom che arrivano in Italia. 3. In Italia sono circa 50mila i bambini tra i 2 e i 12 anni ridotti in schiavitu' e obbligati a fare accattonaggio per le strade: un giro d'affari che rende circa 200milioni di euro ogni anno. 4. Nel solo Lazio sarebbero almeno 8mila i bambini che chiedono l'elemosina per strada, con un guadagno giornaliero che, a Roma, si aggira intorno ai 70/100 euro ciascuno. 5. Circa il 70% dei bambini Rom/Sinti in Italia non va a scuola o la frequenta non assiduamente, ed i bambini che vivono nei campi nomadi registrano un aumento delle patologie legate alla precaria condizione igienico-sanitaria. QUESTA PANORAMICA DESCRITTA NEL DOSSIER E’ MOLTO PARZIALE, STEREOTIPATA E PREGIUDIZIALE, NON COERENTE ALLA DIFFICILE REALTA’ DEI MINORI ROM/SINTI IN ITALIA. Alla presentazione della campagna l'europarlamentare Roberta Angelilli ha dichiarato: "oggi parleremo di una categoria di bambini davvero trasparenti, bambini senza diritti. Sono i minori abbandonati, quelli che lavano i vetri, che chiedono l'elemosina. In particolare, la catena dell'accattonaggio coinvolge prevalentemente minori rom, insieme alle loro mamme, spesso bambine, perche' diventano madri per la prima volta tra gli 11 e i 16 anni". "Oggi iniziamo questa campagna contro lo sfruttamento dell'accattonaggio. Lo facciamo dopo aver raccolto una notevole documentazione filmata e fotografica e lanciamo un appello che vuole essere anche una sfida alle istituzioni che troppo spesso su questo fenomeno chiudono un occhio.” "L'analfabetismo, come il basso grado di istruzione e di formazione, ha continuato la Angelilli, negano ogni possibilita' futura di inserimento nel mondo del lavoro. L'elemosina puo' trasformarsi da atto di generosita' e di solidarieta' in una condanna, in un circolo vizioso di schiavitù. Ogni centesimo che noi lasciamo nelle loro mani e' un investimento al negativo: da grandi saranno nel migliore dei casi dei disadattati e nel peggiore sceglieranno la strada della criminalità ". Il sostituto procuratore del Tribunale dei minori di Roma, Simonetta Matone, intervenendo alla presentazione della campagna, ha dichiarato: "Troppi sono i casi in cui i minori Rom sono protagonisti di delitti contro il patrimonio, come furti, rapine e scippi. Seppur, in quest'ottica, l'accattonaggio potrebbe sembrare il male minore, dobbiamo lottare per strappare questi bambini dalla strada, e renderci conto che togliere alle loro famiglie la potesta' genitoriale e' molto complesso. Inoltre, non dobbiamo nascondere che questi bambini hanno una soglia di diritti piu' bassa rispetto agli altri coetanei europei". Premesso che nell’Aprile 2006 il Comitato Europeo per i Diritti Sociali HA CENSURATO l’Italia per la grave condizione di Rom e Sinti, la realizzazione di una indagine è di estrema importanza per conoscere una realtà socio/culturale e fornire ad essa le corrette risposte ai bisogni, ma personalmente ho alcune perplessità su questa ricerca. La sensibilità di Alleanza Nazionale verso il disagio dei minori Rom è importante, ma la realtà descritta nel dossier è un modo semplicistico SOLO per strumentalizzare la minoranza Rom/Sinta, come troppo spesso accade in particolare nelle vicinanze di una elezione, per le seguenti motivazioni: Sono stati invitati Rom e Sinti alla presentazione di questa campagna di Alleanza Nazionale? Non sarebbe stato più corretto se a questa ricerca di Alleanza Nazionale ANCHE esperti Rom/Sinti, con titoli ed esperienza, avrebbero collaborato per la sua realizzazione? Perché non è stato fatto? Non sarebbe stato utile avviare contemporaneamente anche una indagine per conoscere i risultati dei numerosi progetti di scolarizzazione per Rom/Sinti finanziati dagli enti locali per capire perché il 70% dei minori Rom/Sinti non vanno a scuola? O forse hanno già deciso che TUTTA la responsabilità è della famiglia Rom/Sinta? Senza la partecipazione attiva alla vita sociale, culturale e politica qualsiasi minoranza è destinata alla estinzione, qualsiasi convivenza diventa impossibile. Se questa sensibilità di Alleanza Nazionale è vera ne dia la dimostrazione con la candidatura di Rom e Sinti nelle proprie liste elettorali per eleggerli, così come previsto dalla Risoluzione del Consiglio d’Europa del 28 Aprile 2005. Senza strategie ed azioni concrete per la partecipazione attiva alla vita politica, sociale e culturale Italiana, ogni iniziativa per la nostra minoranza è destinata al fallimento. Per chi, all’interno ed all’esterno del mondo Rom, non se ne fosse ancora reso conto, inesorabile continua la distruzione della minoranza Rom/Sinta in Italia, non possiamo più essere “spettatori”, ma “attori attivi e propositivi” del nostro futuro. Non è più tollerabile la rappresentazione buonista e tollerante con il metodo della politica clientelare e dell’assistenzialismo culturale; come non è più tollerabile una conoscenza falsa, pregiudiziale, stereotipata e strumentale della questione Rom. In questo momento storico non esiste altra soluzione alla partecipazione diretta per poter rappresentare correttamente la nostra realtà ed i nostri bisogni. Divisioni,personalismi,strumentalizzazioni, interni ed esterni al mondo Rom, a fronte di tale disastro, è una crudele follia. Contatore visite coopofficina - Home blog - Contattami Rom e Sinti insieme - Incontro 24 marzo - Comunicato stampa - VIDEO - Rom e Sinti chiamano, l'Europa risponde? - costituito il comitato Rom e Sinti Insieme - Il silenzio degli amici - Il progetto Politico Riflessioni - Rom e Sinti protagonisti attivi per una nuova Romanipè - La minoranza Rom Abruzzese Notizie - Lettera Aperta ai Ministri - Non ne possiamo più Scuola - Archivio Abruzzo - Pescara Habitat - Archivio articoli Archivio articoli - testimonianze e partecipazione - Enti locali e Istituzioni - Giornali Televisioni Arch. Legislazione - Legislazione Ultimi commenti Maria Grazia 2 giorni fa grazie dell'ulteriore contributo... ciao » sucardrom 2 giorni fa ciao a Tutti, Manila era una Sinta Veneta » Renata Paolucci 3 giorni fa ERRATA CORRIGE: visto che si parla di Padova » Renata Paolucci 3 giorni fa Ciao Maria Grazia ho letto la tua storia di » Nazzareno 5 giorni fa ciao fabrizio, per la realizzazione di » Archivio - Maggio 2007 - Aprile 2007 - Marzo 2007 - Febbraio 2007 - Gennaio 2007 - Dicembre 2006 - Novembre 2006 - Ottobre 2006 Web - sucardrom - romanonlil - Osservazione - FataZingara - Mahalla - Redattore sociale - nevodrom - Consiglio Europa - UNAR - sucardrom.eu - stranieri a Pescara Cerca nel blog: Chi siamo - chi siamo - mission e attività Feed XML copyright Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato in forma integrale ed aggiungendo il nostro link. Questo blog non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non è un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.3.2001. in caso di utilizzo commerciale contattare la "Officina Società Cooperativa" Via pian delle Mele n. 46 65124 Pescara Dopo Milano, Roma: legalità, sicurezza e ... "PATTI" postato da Nazzareno Guarnieri Martedi 8 Maggio 2007 ore 08:47:55 Continua la demagogia dei “patti”, della “sicurezza”, della “legalità” per l’integrazione della minoranza Rom, ma nella realtà NON esiste ancora alcuna seria volontà di intervenire in modo giusto e corretto su questa questione. Qualche mese fa Milano, oggi Roma. Attenzione in Italia sta accadendo la stessa cosa di qualche decennio fa quando TUTTI erano convinti che la costruzione dei campi nomadi (quindi la segregazione di questa comunità) unitamente ad un’assistenzialismo culturale avrebbero dato dignità ed integrazione. Era sbagliato ieri la politica dei campi nomadi, il cui disastro è sotto gli occhi di tutti, ed è sbagliato oggi la politica dei “PATTI”. Può sembrare strano ma due sono le questioni che reclamano Rom e Sinti: la partecipazione diretta alla vita sociale, culturale e politica, ed il rispetto delle leggi. Si, proprio il rispetto delle leggi, perché non è una idea razzista chiedere il rispetto delle leggi, ma lo diventa quando le leggi, le norme ed i principi, non sono valide per tutti. La legalità è uno strumento delle istituzioni proprio per difendere tutti i cittadini più deboli, ma proprio tutti ANCHE rom e sinti, e siamo proprio noi Rom e sinti a chiedere il rispetto della legalità unitamente ad una programmazione di politiche sociali rispettosa delle norme e dei principi. Se veramente si vuole dare una risposta vera ai bisogni del territorio e di Rom e Sinti, NON SERVANO PATTI, ma TUTTE le forze politiche dovrebbero innanzitutto evitare la strumentalizzazione di questa minoranza, come accade quotidianamente a tutti i livelli, per illudere i cittadini, ed lavorare insieme per le giuste soluzioni nel rispetto delle leggi, delle norme e dei principi. Dopo Milano anche Roma COPIA la formula del PATTO. Due i capisaldi contenuti nel "patto della legalità" che il sindaco Veltroni ha proposto al governo su invito del ministro Amato: decoro e sicurezza. Si parte dai campi rom: in città non ne resterà neppure uno. Sono già state individuate 5-6 aree fuori dal Raccordo dove allestire altrettanti insediamenti attrezzati, capaci di ospitare tra 1.000 e 1.500 persone. Ingenti le spese previste, «almeno tre milioni a campo», che l´amministrazione comunale non può affrontare da sola. «La città verrà completamente liberata», precisa Odevaine, «dopodiché interverremo sugli accampamenti abusivi: per la bonifica ci vorranno altri due milioni di euro». Al Viminale il sindaco Veltroni ha chiesto «risorse e interventi legislativi mirati per far fronte alle principali emergenze», spiega il vice capo di gabinetto del Campidoglio. Un’altra scelta totalmente sbagliata: quale vivibilità e quale integrazione è possibile in un campo nomadi con tantissime persone? Una volta “ buttati” i Rom fuori dal raccordo qualcuno è convinto che non torneranno più in città? Con tutta questa quantità di denaro pubblico per costruire e gestire questi campi nomadi a Roma quante civili abitazioni si potrebbero costruire? Si parla di legalità, ma dov’è la legalità in questa scelta? Si parla di sicurezza, ma dove la sicurezza in questa scelta? Si parla di PATTO, che per essere tale deve essere condiviso dalle parti in questioni, ma dove sono Rom e Sinti che hanno condiviso questo Patto? Si afferma che "la città verrà completamente liberata". LIBERATA DA CHI? Demagogia per illudere i cittadini. Chi a Roma condividerà questa scelta, e fra qualche anno registrerà il preannunciato fallimento, abbia il buon senso DI NON DIRE PIU’ CHE I ROM NON VOGLIONO INTEGRARSI ed il coraggio di riconoscere che NON SI VUOLE l’INTEGRAZIONE CULTURALE DI QUESTA MINORANZA. L’interazione culturale con la minoranza Rom/Sinta sarebbe di facilissima soluzione, basta una sola cosa: VOLERLA, PROGETTERLA e REALIZZARLA COME? con la partecipazione diretta di Rom e Sinti ed IL VERO RISPETTO DELLA LEGALITA'.