INDICE EDIZIONI Lunedì 30 Dicembre 2002

LA CRISI
NEL PALAZZO

CINZIA BRANCATO
Crisi politica a parte, in casa Ds nessuno ha voluto rinunciare al tradizionale brindisi di fine anno. Nella sede di Corso Vittorio Emanuele la Quercia di Castellammare ieri sera ha alzato i calici.
I maligni dicono che le motivazioni per festeggiare erano duplici: l'augurio di un felice 2003 e le dimissioni del sindaco Ersilia Salvato. Anche se il coordinatore cittadino dei democratici di sinistra, Alfonso Di Maio, ribadisce fino alla noia che in questi venti giorni di tempo che il primo cittadino ha per ritornare sulle sue decisioni, si adopererà affinché l'ex senatrice ci ripensi e si rinfili la fascia tricolore.
«Lo deve soprattutto alla città - dice - Lo scioglimento del Consiglio comunale rischia di compromettere seriamente il futuro di Castellammare. A cominciare dalle Terme: se non verranno ricapitalizzate in tempi brevissimi si avvieranno verso l'irreversibile fallimento. Rischiano seriamente anche i lavoratori della società «Stabia porto» per i quali Ersilia Salvato pure si era tanto adoperata per fare avere loro una proroga della cassintegrazione».
Quanto, poi, alla spinosa questione del piano regolatore, la questione su cui si sono incancrenite le divergenze tra il sindaco e i suoi compagni di partito (dopo che i democratici di sinistra hanno bocciato in Consiglio comunale una proposta avanzata dalla giunta), Di Maio dice che la delibera del sindaco era «tecnicamente inconsistente e fondata sulla totale mistificazione». Tutte cose che, promette, «i Ds spiegheranno nei dettagli alla città, perché non siamo il partito delle speculazioni edilizie. Il comportamento della Salvato è assolutamente incomprensibile. Le sue dimissioni si potevano evitare se solo lei avesse dimostrato maggiore disponibilità al dialogo».
Stando così le cose è evidente che tra il primo cittadino e la Quercia stabiese la spaccatura, almeno per ora, è insanabile. È evidente soprattutto che serve qualcuno che faccia da mediatore. Ci ha provato la sera stessa del dietrofront Antonio Bassolino. C'è da giurare che il governatore ci riproverà ancora nei prossimi giorni.
Fanno ovviamente quadrato attorno al sindaco gli assessori della Giunta. Il diessino Alfonso Natale, assessore alla viabilità, in segno di protesta si è autosospeso dal partito. Gli assessori Gennaro Caiazzo della Quercia e Giovanni Tommasino della Margherita, rispettivamente ai Lavori pubblici e all'Urbanistica, hanno duramente condannato in un comunicato le posizioni dei Ds.
«La proposta di riadozione del prg - scrivono - non è affatto risibile, ma era e resta l'unica strada possibile per evitare che, dopo circa tre anni persi in precedenza, si arrivasse alla bocciatura del piano da parte della Provincia. La difesa strenua, invece, da parte dei Ds di un piano di cui, da più parti, si registra la carenza di un'idea chiara di città, l'assenza di qualificate linee di sviluppo e di programmazione per una riconversione compatibile di zone strategiche del nostro territorio, appare singolare e contraddittoria».Fa quadrato attorno alla Salvato e la invita a ripensarci Felice Iossa, segretario provinciale dello Sdi: «Ersilia - dice - deve rimanere al proprio posto. La città non capirebbe la sua decisione. Se Ersilia lascia, gli elettori ci punirebbero e la sinistra che lei ha tanto amato e ama andrebbe incontro di certo a una sconfitta. I diessini devono aiutarla a farla ritornare al loro posto. Al partito della Quercia in questo momento viene chiesto di fare l'impossibile. Anche perché le dimissioni della Salvato arrivano alla vigilia di tre grandi appuntamenti elettorali: il rinnovo di tante amministrazioni locali, dell'Amministrazione provinciale e del parlamento europeo. Berlusconi è in difficoltà. Non ci facciamo del male da soli».