LA CRISI
NEL PALAZZO
CINZIA BRANCATO
Crisi politica a parte, in casa Ds nessuno ha voluto
rinunciare al tradizionale brindisi di fine anno. Nella sede di Corso Vittorio
Emanuele la Quercia di Castellammare ieri sera ha alzato i calici.
I maligni
dicono che le motivazioni per festeggiare erano duplici: l'augurio di un felice
2003 e le dimissioni del sindaco Ersilia Salvato. Anche se il coordinatore
cittadino dei democratici di sinistra, Alfonso Di Maio, ribadisce fino alla noia
che in questi venti giorni di tempo che il primo cittadino ha per ritornare
sulle sue decisioni, si adopererà affinché l'ex senatrice ci ripensi e si
rinfili la fascia tricolore.
«Lo deve soprattutto alla città - dice - Lo
scioglimento del Consiglio comunale rischia di compromettere seriamente il
futuro di Castellammare. A cominciare dalle Terme: se non verranno
ricapitalizzate in tempi brevissimi si avvieranno verso l'irreversibile
fallimento. Rischiano seriamente anche i lavoratori della società «Stabia porto»
per i quali Ersilia Salvato pure si era tanto adoperata per fare avere loro una
proroga della cassintegrazione».
Quanto, poi, alla spinosa questione del
piano regolatore, la questione su cui si sono incancrenite le divergenze tra il
sindaco e i suoi compagni di partito (dopo che i democratici di sinistra hanno
bocciato in Consiglio comunale una proposta avanzata dalla giunta), Di Maio dice
che la delibera del sindaco era «tecnicamente inconsistente e fondata sulla
totale mistificazione». Tutte cose che, promette, «i Ds spiegheranno nei
dettagli alla città, perché non siamo il partito delle speculazioni edilizie. Il
comportamento della Salvato è assolutamente incomprensibile. Le sue dimissioni
si potevano evitare se solo lei avesse dimostrato maggiore disponibilità al
dialogo».
Stando così le cose è evidente che tra il primo cittadino e la
Quercia stabiese la spaccatura, almeno per ora, è insanabile. È evidente
soprattutto che serve qualcuno che faccia da mediatore. Ci ha provato la sera
stessa del dietrofront Antonio Bassolino. C'è da giurare che il governatore ci
riproverà ancora nei prossimi giorni.
Fanno ovviamente quadrato attorno al
sindaco gli assessori della Giunta. Il diessino Alfonso Natale, assessore alla
viabilità, in segno di protesta si è autosospeso dal partito. Gli assessori
Gennaro Caiazzo della Quercia e Giovanni Tommasino della Margherita,
rispettivamente ai Lavori pubblici e all'Urbanistica, hanno duramente condannato
in un comunicato le posizioni dei Ds.
«La proposta di riadozione del prg -
scrivono - non è affatto risibile, ma era e resta l'unica strada possibile per
evitare che, dopo circa tre anni persi in precedenza, si arrivasse alla
bocciatura del piano da parte della Provincia. La difesa strenua, invece, da
parte dei Ds di un piano di cui, da più parti, si registra la carenza di un'idea
chiara di città, l'assenza di qualificate linee di sviluppo e di programmazione
per una riconversione compatibile di zone strategiche del nostro territorio,
appare singolare e contraddittoria».Fa quadrato attorno alla Salvato e la invita
a ripensarci Felice Iossa, segretario provinciale dello Sdi: «Ersilia - dice -
deve rimanere al proprio posto. La città non capirebbe la sua decisione. Se
Ersilia lascia, gli elettori ci punirebbero e la sinistra che lei ha tanto amato
e ama andrebbe incontro di certo a una sconfitta. I diessini devono aiutarla a
farla ritornare al loro posto. Al partito della Quercia in questo momento viene
chiesto di fare l'impossibile. Anche perché le dimissioni della Salvato arrivano
alla vigilia di tre grandi appuntamenti elettorali: il rinnovo di tante
amministrazioni locali, dell'Amministrazione provinciale e del parlamento
europeo. Berlusconi è in difficoltà. Non ci facciamo del male da soli».