SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE
DEL
COMUNE DI CASTELLAMMARE DI STABIA
Lea Quintavalle1,
Francesco Schettino1,
Elisabetta Ristoratore2
(1. Comune di Castellammare
di Stabia, 2. Formula s.a.s.)
abstract
Da tempo il Comune di Castellammare sta operando per la
costituzione di un sistema informativo territoriale, atto a gestire
gli aspetti di pianificazione del territorio in un ambito che
richiede la massima attenzione, sia per l’alta densità di
popolazione, sia per la ricchezza del patrimonio
storico-archeologico, sia per presenza di importanti infrastrutture
di trasporto che veicolano la grande quantità di traffico privato e
collettivo captato dalla penisola sorrentina.
Il primo passo è stato la costituzione della base dati
alfanumerica, in ambiente Microsofta Access, dell’anagrafe edilizia,
contenente i dati salienti di tutti gli edifici e delle relative
unità immobiliari, ivi compresa la destinazione d’uso, le condizioni
strutturali, le informazioni catastali.
Allo
stato è in corso di realizzazione il sistema informativo
territoriale che comprenderà l’aerofotogrammetria, le mappe
catastali, la zonizzazione del P.R.G. con le norme di attuazione, il
grafo stradale con la numerazione civica e le condizioni di
manutenzioe. Il progetto, che si sviluppa in ambiente ArcView,
consta di tre postazioni con installazioni ArcView, AutoCAD, ArcCAD
collegate in rete.
I dati
grafici georeferenziati sono già disponibili in forma numerica e si
sta procedendo alle operazioni di trasformazione di coordinate ed
integrazione nel database geografico. E’ prevista un’interfaccia
utente sviluppata in ambiente Avenue per facilitare le operazioni
più ferquenti.
La realizzazione sarà posta a disposizione del personale
tecnico per coadiuvare il normale lavoro di rilascio delle
certificazioni urbanistiche e per supportare le operazioni di
censimento.
In un prossimo futuro si
conta di collegarla ai database dell’anagrafe e dei tributi (in
ambiente ORACLE).
1. Il territorio
di Castellammare di Stabia
E’ collocato nell’ambito dellì’area vesuviana ed è porta
d’ingresso della Penisola Sorrentino-Amalfitana (tabella 1). La
Città ha un passato di un certo rilievo nel periodo borbonico come
dimora estiva dei sovrani nel palazzo reale di Quisisana (Domus
de loco sano) ed in particolare per la presenza del Regio
Cantiere Navale, fondato nel 1783 da Ferdinando I. La vita della
Città ed il suo sviluppo urbanistico ruotano attorno a questa
attività, come mostrano le tele di P. Hackert, pittore di
corte.
Lo sviluppo
urbanistico raggiunto alla fine dell’Ottocento è testimoniato dalla
tavola Fantacchiotti (figura 1)
,
che può essere facilmente confrontata con la pianta attuale
della Città. Negli ultimi cinquant’anni si assiste ad uno sviluppo
caotico ed informe, dovuto sia alla speculazione edilizia degli anni
’60, sia all’abusivismo degli ultimi trent’anni. Agli atti del
Comune sono registrate circa 6.000 richieste di condono fino al 1993
ed altri 1.000 abusi fino ad oggi. Considerato che una parte
consiste in piccoli abusi (verande o modifiche all’esistente)
si può ritenere con buona approssimazione che sono state realizzate
circa 2.500 costruzioni abusive.
Dalla foto aerea (figura 2)
è possibile rendersi conto di quello che è avvenuto nel
nostro territorio ed in quello confinante. In luogo di città
produttive che si sviluppano intorno alle loro attività con un
rapporto tra edificato e zone agricole altamente produttive (ad es.
Castellammare con i suoi cantieri, Torre Annunziata e Gragnano con
l’industria della pasta), si è sostituito un ammasso informe di case
senza soluzione di continuità fino a costituire un’unica grande
città metropolitana, laddove appare ormai estremamente difficile
pensare ad una “programmazione e gestione del territorio”, in
presenza di un’altissima densità abitativa che rende arduo persino
progettare una strada.
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tipo
di informazione
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valore
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fonte
dati
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superficie [Km²] |
18 |
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popolazione
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66.300 |
Comune 1998
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|
famiglie
|
21.424 |
ISTAT 1991
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|
unità immobiliari |
33.000 |
Comune 1999
|
|
vani
|
82.000 |
Comune 1999
|
|
unità locali industria |
354 |
ISTAT 1991
|
|
unità locali commercio |
1.812 |
ISTAT 1991
|
|
unità locali altre attività
|
725 |
ISTAT 1991
|
|
unità locali istituzioni pubbliche
|
160 |
ISTAT 1991
|
|
totale addetti nelle un.loc. di cui sopra
|
15.653 |
ISTAT 1991
|
|
partite IVA
|
6.186 |
Min.Fin. 1991 |
|
sportelli bancari |
16 |
B.d’I. 1993
|
tab. 1 - dati sintetici relativi al
comune di Castellammare di Stabia
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2. L’anagrafe
edilizia
Tra gli elaborati previsti dal P.R.G. adottato nel ’71 e
approvato definitivamente nel 1980 è prevista la redazione di una
anagrafe edilizia per censire l’effettiva consistenza
immobiliare ed è da qui che parte l’interesse per il sistema
informativo territoriale che prenderà corpo nel prosieguo del
lavoro.
Per la costituzione dell’anagrafe edilizia sono state
elaborate due schede di indagine, che hanno dato luogo a due tabelle Access
correlate tra loro: una riferita al fabbricato ed l’altra alle
singole unità immobiliari
Per l’identificazione dell’immobile sono stati adoperati due
codici, uno relativo alla
strada e l’altro relativo al fabbricato. I fabbricati e le
realtive unità immobiliari sono satti identificati con un codice del
tipo U-xxx-yyyy, dove U sta per urbano, xxx
sono tre cifre che corrispondono al foglio catastale e yyyy
sono quattro cifre che corrispondono alla particella. Naturalmente
tale codice è chiave primaria per la tabella relativa agli edifici,
mentre non lo è per la tabella relativa alle unità immobiliari.
Le principali informazioni memorizzate a proposito degli
edifici sono:
2.
Proposta
progettuale generale attraverso l’individuazione di un
“minimo comune denominatore” che consenta di sviluppare il Sistema
Informativo territoriale prima tra i Settori Urbanistica e LL.PP. e
successivamente all’interno dell’Amministrazione in maniera
trasversale, presupponendo un coinvolgimento diretto del CED e
collateralmente degli altri Dirigenti.
Nel corso delle varie riunioni il gruppo di progettazione ha
stabilito contatti con altri uffici dell’Ente (Statistica, CED,
Tributi etc.) e con l’esterno.
In particolare sono stati stabiliti contatti con la Provincia
per raccordare il nostro Sistema Informativo Territoriale con quello
provinciale, essendo entrambi i sistemi in fase di avvio.
Altro contatto è avvenuto con l’Ente Acquedotto che ha
mostrato interesse per il nostro lavoro con un impegno reciproco di
formalizzare una collaborazione attraverso la firma di un protocollo
di intesa Comune – Acquedotto finalizzato allo scambio delle
informazioni tra i rispettivi Sistemi Informativi, attraverso
l’utilizzo di una base cartografica comune.
E’ stato anche
portato a termine il discorso relativo alla cartografia fino
al collaudo della stessa, stabilendo di utilizzare quale cartografia
di base per il SIT quella composta da un numero delimitato di
oggetti territoriali.
Il problema della georeferenziazione delle informazioni,
attraverso il codice ecografico, inteso come indirizzo dell’oggetto
edificio, è stato affrontato attraverso la toponomastica e la
numerazione civica esterna ed interna.
Il lavoro relativo alla apposizione della toponomastica sulla
cartografia di base può definirsi concluso, mentre si dovrà
approntare quello relativo al collegamento tra la cartografia e la
numerazione civica. Da parte dell’Amministrazione è stato già
predisposto un appalto esterno per la numerazione civica interna,
finalizzato alla risoluzione delle problematiche afferenti ai
tributi. Pertanto sarà
necessario un collegamento tra cartografia e numerazione civica,
stabilendo un raccordo con l’Ufficio Statistica, cui compete
istituzionalmente il posizionamento della numerazione civica.
Il lavoro svolto nel corso del 1999 costituisce la premessa
per la realizzazione del SIT per il Settore Urbanistica, il cui
obiettivo finale è l’informatizzazione del Settore, finalizzata ad
una corretta gestione del territorio, attraverso flussi di
informazioni sempre aggiornate che consentano un’attività di
programmazione e pianificazione basata sulla conoscenza
reale e puntuale del territorio.
Gli obiettivi vanno pertanto distinti in obiettivi a breve
termine e a medio termine, avendo come riferimento per l’avvio a
regime del SIT l’anno 2001, anno del Censimento, per il quale è
opportuno predisporre tutti gli atti, tra cui in particolare la
numerazione civica, in funzione di una più opportuna individuazione
delle sezioni di censimento.
Il progetto del
SIT si svilupperà anche attraverso raccordi con l’ISTAT, per
l’individuazione delle sezioni di censimento, con il Catasto
per consentire anche la verifica relativa ai tributi, nonché
attraverso contatti con altri Enti (ENEL, TELECOM, Soprintendenza
BB.AA., Soprintendenza Archeologica, Autorità di Bacino etc.).
Si provvederà alla costituzione del catasto stradale,
previsto dal Codice della strada ed obbligatorio per i Comuni al di
sopra di 30.000 abitanti.
La finalità del catasto stradale mira alla formazione di un
sistema integrato di conoscenze funzionali alla programmazione e
alla gestione della mobilità. Il sistema sarà strutturato con un
insieme di linee, costituite dalle tratte stradali, (archi) e
dall’insieme dei punti di connessione tra i diversi segmenti della
rete (nodi). A tali elementi vanno associati gli archivi tematici
(sistema delle infrastrutture, l’assetto della mobilità (flussi), il
sistema dei trasporti etc.) ed i relativi livelli informativi.
Questa parte del progetto va coordinata con l’Ufficio
Traffico di recente istituzione nell’ambito del Settore Urbanistica,
le cui problematiche relative alla progettazione e gestione del
Piano Urbano traffico possono trovare un utile supporto nel Sistema
Informativo Territoriale ipotizzato.
Per non vanificare il lavoro già svolto sia in termini di
risorse umane che di risorse economiche è indispensabile proseguire
sulla strada intrapresa, prevedendo le risorse necessarie per
portare avanti il progetto, auspicando il coinvolgimento di altri
settori (Anagrafe, LL.PP., Tributi etc.).
Da quanto sopra si evince facilmente che la proposta
progettuale di carattere generale presuppone il raccordo tra i vari
uffici e settori, cercando di rendere compatibile ciò che già
esiste, partendo comunque sia dal presupposto che tutte le
informazioni georeferenziate devono appoggiarsi sulla medesima
cartografi di base, che sarà messa a disposizione degli altri
settori comunali a cura del Settore Urbanistica.
La toponomastica coadiuva, a regime, il settore urbanistica
apponendo i numeri civici alle concessioni edilizie; il dato così
elaborato viene portato avanti fino all’abitabilità e,
contemporaneamente, trasmesso all’anagrafe, ai tributi, al commercio
e a tutti gli uffici interessati che possono intervenire sulla base
cartografica solo per inserire ulteriori elementi ritenuti
indispensabili al proprio lavoro (figura 3).
5. La fase
realizzativa
La fase realizzativa è stata affidata alla Formula s.a.s.,
che ha ha fornito il software di ambiente ArcView ed ArcCCAD e sta
provvedendo alla costituzione della base dati cartografica,
realizzando la sovrapposizione della cartografia catastale su quella
aerofotogrammetrica, mediante conversione di coordinate e la
qualificazione dei poligoni rappresentativi degli edifici mediante
la codifica prevista dall’anagrafe edilizia (figura
4).
Successivamente verrà costituito il catasto stradale,
rappresentato mediante un grafo connesso, con topologia arco-nodo,
che verrà relazionato sia alle entità rappresentative degli edifici
e delle unità immobiliari, sia all’anagrfe della popolazione
(figura 5).
La cartografia di base è stata importata in ArcView da
formato DWG ed è stata arricchita, a cura del Comune, con i
dividenti di proprietà rilevati dalle mappe catastali. In tal modo è
stato possibile procedere alla costruzione della topologia
poligonale per gli edifici, codificandoli manualmente secondo i
criteri espressi al § 2. Attraverso opportune operazioni di
join e di link, i poligoni sono stati relazionati alla
tabella degli edifici e quindi a quella delle unità
immobiliari.
La sovrapposizione della cartografia catastale, con la
necessaria conversione delle coordinate Cassini-Soldner in
coordinate Gauss-Boaga, è stata complicata dalla mancanza di
indicazioni circa le coordinate Gauss-Boaga dei punti fiduciali di
riferimento, che, per la zona di interesse, sembrano non essere in
possesso neanche del competente Ufficio per il Territorio.
L’identificazione dei punti fiduciali sulla cartografia
aerofotogrammetria è stata effettuata a cura del Comune sulla
base delle indicazioni riportate nelle monografie; naturalmente
questo metodo ha abbassato la precisione del risultato, che in ogni
caso, dal punto di vista metrico, può considerarsi soddisfacente,
presentando scarti medi di 4-5 metri.
Il reticolo stradale, acquisito a cura del Comune,
come assi delle sedi stradali, è stato importato in ArcView da
formato DWG, con topologia arco-nodo, in modo da ottenere, come
oggetto elementare il tronco stradale, definito come porzione
di strada di caratteristiche omogenee, senza intersezioni. I tronchi
sono poi codificati attraverso il codice viario, che li collega alla
tipologia ed alla denominazione.
Tutta la realizzazione sarà completata da un’adeguata
interfaccia software, sviluppata in ambiente Avenue, per una più
agevole consultazione da parte di personale non esperto.