Torre del Greco: il corallo e
l'oreficeria
Il
distretto costituisce il quarto polo orafo italiano, dopo
Arezzo, Vicenza e Valenza Po.
Il settore dà lavoro ad
almeno 1.000 persone, con circa 400 aziende legali sul
territorio, di varie dimensioni, ma a fianco ad esse c'è un
numero indefinito di laboratori sommersi che lavorano in conto
terzi per le cosiddette imprese-raccoglitore. Anche numerosi
laboratori lavorano quasi esclusivamente in conto terzi. E'
molto diffusa, inoltre, la figura del lavoro dipendente
"esterno" con proprio laboratorio. (1)
Dell'artigianato
orafo e del corallo di Torre del Greco si può dire che si
tratta di un'attività fiorente con secoli di tradizione alle
spalle, conosciuta in tutto il mondo e con una domanda
piuttosto stabile che permette sia la vita di aziende
medio-grandi, che il proliferare di piccoli e piccolissimi
laboratori
Relativamente alla lavorazione del corallo,
Torre del Greco vanta una lunga tradizione che risale fino al
1500, come attività di pesca del corallo, per arrivare alla
lavorazione dello stesso nel 1805, anno in cui il re
Ferdinando IV di Borbone concesse la privativa per la
lavorazione del corallo al cardinale Bartolomeo Martiri. Si
raggrupparono così, attorno alla figura del cardinale, molti
degli artigiani locali, dando luogo alla Real Scuola del
Corallo. Nella seconda metà dell'800 inizia anche la
lavorazione del cammeo, dovuta, principalmente, alla necessità
di diversificazione del mercato in quanto si cominciavano ad
avvertire i primi problemi di approvvigionamento della materia
prima. Infatti, fino al 1860-70, veniva lavorato
esclusivamente il corallo rosso mediterraneo.A partire dei
primi anni del '900 ha assunto una grande rilevanza la
lavorazione del corallo del Pacifico (proveniente in
prevalenza dal Mar del Giappone).
La produzione attuale va
dal corallo liscio fino alle incisioni e alle sculture. La
fantasia creativa e la perfezione stilistica rendono ancora
molto competitivo a livello mondiale l'artigianato corallino
di Torre del Greco, malgrado la fortissima concorrenza dei
paesi esotici. La scuola di Torre del Greco è apprezzata anche
per i suoi splendidi cammei di pietre dure lavorate a
bassorilievo. Il materiale più usato è la sardonica,
conchiglia marina indiana dotata di una suggestiva bicromia
bianconera, ma, ci sono anche altri materiali: le conchiglie
corniola e tigrina, il corallo, la pietra lavica, la pasta di
turchese e il calcedonio.
Da alcuni anni, i produttori si
sono associati, dando vita ad un'associazione di categoria
(l'Assocoral) ed a un consorzio (l'Arca), operanti per la
tutela e la promozione del comparto.
Nel gennaio 2001,
l'Assocoral ha sottoscritto un accordo con il Consorzio Tarì e
l'antico borgo orefici, che prevede la delocalizzazione, entro
il 2003, di almeno 150 imprese di Torre del Greco a
Marcianise. Dall'accordo nascerà un grande polo orafo campano,
che sarà insediato del Consorzio.
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(1)
Fonte: Il Sole 24 Ore, 24 gennaio 2001