S.
Giuseppe Vesuviano: il polo tessile
Nei comuni
di Gragnano, Lettere, Casola di Napoli e Santa Maria La L'area
territoriale del distretto ha una superficie complessiva di
circa 109 kmq con una popolazione di circa 112.000 abitanti.
Il distretto produttivo riguarda principalmente i Comuni di S.
Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Ottaviano, Palma Campania,
Poggio Marino, S. Gennaro Vesuviano, Striano e Carbonara di
Nola.
E' molto difficile quantificare il numero di imprese
e di addetti effettivi considerata l'elevata quantità di
lavoro "sommerso" presente nell'area; le unità censite
al 1996 (1) sono circa 1.170, con un numero di addetti pari a
4.770 ed un fatturato di 300 miliardi; ma notizie attendibili
(2) riferiscono di 3.000 aziende locali con circa 10.000
occupati.
Il polo è stato recentemente riconosciuto come
distretto dalla Regione Campania, che ha previsto per l'area
un grosso investimento (1.000 miliardi), con cento imprese
aderenti ed una ricaduta occupazionale di 8.000 posti di
lavoro.(3)
I marchi più noti nell'abbigliamento sono la
Baco Moda, specializzata nella grande distribuzione, la
Gigiesse, la David o la Amarea, che lavorano in larga parte
per le grandi firme della moda oppure per le catene di
distribuzione. La loro forza complessiva è notevole e
rappresenta la spina dorsale del Consorzio "Napoli 2001", che
raggruppa 160 imprese. Il Consorzio persegue una decisa
politica dei marchi, avendo come scopo principale della sua
attività quello della valorizzazione della produzione
locale.
Nel distretto le imprese commerciali hanno creato
uno scheletro produttivo di piccole aziende, quasi sempre a
conduzione familiare. Gli industriali tessili realizzano
semilavorati che vengono rifiniti dai façonisti, e messi sul
mercato. Il sistema ha successo perché riesce ad essere, allo
stesso tempo, specializzato e flessibile
E' importante
sottolineare che per quanto riguarda il lavoro nero, intorno
al paese gravitano circa 5.000 lavoratori extracomunitari,
soprattutto polacchi e cinesi provenienti dalle fabbriche di
Prato, non tutti con regolare permesso di soggiorno. Di
recente, è stato creato un osservatorio per gli
extracomunitari allo scopo di monitorare il fenomeno.
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(1)
Fonte: G.Viesti "Come nascono i distretti industriali",
Laterza 2000
(2) Fonte: Il Sole 24 Ore, 2 giugno,
2000
(3) La Repubblica, "Il Denaro", 22 luglio
2000