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"Col decreto Gela l'Italia può bruciare la feccia del petrolio"
Il WWF chiede all'UE l'avvio di una procedura d'infrazione per l'Italia

Il Governo ha voluto prendere una scorciatoia pericolosa: è bastato sollevare la protesta e far leva sul ricatto occupazionale e di colpo sono state eliminate le garanzie che consentivano di ridurre la pericolosità della combustione di tutti i prodotti derivati da petrolio. Questa scorciatoia il Governo supera la fase acuta dei lavoratori di Gela aggravando però la loro stessa salute e quella di tutti i cittadini italiani.
Da quanto si apprende dai primi lanci di agenzia col decreto approvato oggi al Consiglio dei Ministri l'Italia potrà così bruciare, nei cementifici, negli altiforni, nelle acciaierie e nello stesso impianto Agip di Gela, tutta la "feccia" del petrolio, come il pet-coke e presumiamo anche gli altri scarti e le code di lavorazione del petrolio come l'orimusion, il coke da catrame, gli olii rigenerati senza alcuna limitazione.
L'Italia, l'unico paese europeo che, con questa decisione di fatto legittima le emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera conseguenti alla combustione del pet-coke, rischia di diventare la "pattumiera" dove si potranno scaricare migliaia di tonnellate di scarti del petrolio prodotti dagli altri paesi. Il WWF chiede al Governo perché non si è scelta una strada diversa e più sicura che avrebbe garantito anche il lavoro agli operai di Gela, come la sostituzione del pet-coke con combustibili meno dannosi quali il metano.
"Questo decreto viola tutte le normative comunitarie sulla tutela della salute e dell'ambiente - ha dichiarato Gianfranco Amendola, magistrato e Consigliere Nazionale del WWF Italia - Per questo motivo il WWF chiederà alla Commissione Europea di avviare con urgenza una procedura d'infrazione contro l'Italia. Le emissioni derivanti dalla combustione del pet-coke erano e continuano ad essere pericolose, nonostante il Governo abbia deciso di ribattezzare questa sostanza chiamandola combustibile".
Il rischio che evidenzia il WWF è che con questo decreto nel futuro in ogni impianto produttivo si potrà bruciare qualunque tipo di rifiuto, un'opzione decisamente conveniente per le industrie che scavalcano di colpo i limiti imposti agli stessi impianti di incenerimento dei rifiuti.

Inoltre, le numerose irregolarità evidenziate dalla magistratura di Gela evidenziano la necessità di avviare al più presto un risanamento della zona e l'impegno da parte dei proprietari dell'impianto a migliorare i processi produttivi, milgioramento che dovrà essere fatto con i fondi degli stessi proprietari degli mpianti per il principio di chi "inquina paga" .
07/03/2002 18.58.39 - Wwf Italia

 
 
 
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