25 aprile a Milano: la "liberazione" coi Rom e Sinti postato da romano lil Domenica 23 Aprile 2006 ore 15:19:22 L'Associazione Aven Amentza - Unione Rom e Sinti parteciperà alle manifestazioni del 25 aprile a Milano con il proprio striscione. “Quella della Liberazione è una manifestazione a cui partecipiamo ormai da tanti anni - spiega il vice-presidente dell’associazione Ernesto Rossi. - Per ricordare che tanti Rom e Sinti hanno aderito alla lotta armata per una Liberazione che per loro è ancora lontana”. L'associazione Aven Amentza (venite con noi) è nata due anni fa per combattere il pregiudizio, con l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un’as-sociazione di Rom, Sinti e non rom (racli) che si prefigge questi scopi: *avere voce come Rom e Sinti; *difendere concretamente i nostri diritti, per poi consolidare anche l’esercizio dei doveri; *usare l’associazione come percorso d’integrazione; nell’esercizio della democrazia; *difendere la legalità e la sicurezza di tutti. IL 25 APRILE DEL 2001 A MILANO “Orgogliosi di essere “Rom e Sinti”, in ricordo di Carlo Cuomo –comunista nomade, è un libretto dell’Opera Nomadi di Milano stampato da CGIL Regione Lombardia proprio in occasione del 25 aprile 2001. Si tratta di un libretto “storico” ed educativo perché dentro questa pubblicazione si trova il “duende della giustizia sociale”. La pubblicazione può ancora essere richiesta ad Ernesto Rossi, che ne è uno dei due curatori. Tel.: 02-48409114 IL VOLANTINO PER IL 61° DELLA LIBERAZIONE Ecco il testo del volantino preparato dall'Associazione per il 61° anni-versario della Liberazione d’Italia che sarà distribuito durante il corteo. Noi Rom e Sinti, italiani e immigrati, aspettiamo la democrazia cioè la liberazione dalla guerra dell’oppressione e del pregiudizio che già portò alle persecuzioni e stragi nazifasciste (ben oltre 600.000 morti)e che oggi ci costringe a nascondere la nostra identità nazionale per poter vivere e lavorare in pace. Se questo è un paese libero lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio. In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una decorazione, in cambio d’una vita sacrificata. Ma di ogni cosa positiva che viene dal nostro piccolo popolo pacifico (violenze, guerre, stragi, distruzioni le abbiamo solo subite, mai compiute) volutamente si perde notizia. I nostri grandi –uomini e donne- sono nascosti e dimenticati o ne viene taciuta l’appartenenza. Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani: -il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo -Rubino Bonora, partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli - Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944 - suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. Decorato al valore. - il sinto piemontese Amilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite. Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per la loro gente non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che, a causa di una profonda diversità culturale, ha segnato tutta la loro storia. L'Associazione Aven Amentza - Unione Rom e Sinti è nata due anni fa per combattere il pregiudizio. VENITE A LAVORARE CON NOI! Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci agli indirizzi: meg.rossi@tin.it, cipes.lomb@fastwebnet.it Riferimenti 25 aprile: gli Zingari e la “resistenza”