Croazia, bustine di zucchero con l'immagine di Hitler postato da sucardrom Mercoledi 21 Febbraio 2007 ore 19:52:18 Attraverso una nota trasmessa all’agenzia francese “France presse”, il Centro Simon Wiesenthal, impegnato nella lotta contro l’antisemitismo, ha denunciato la vendita in Croazia di confezioni di zucchero con l’immagine del dittatore nazista Adolf Hitler, accompagnata da barzellette sugli ebrei ed i campi di concentramento. Il centro Wiesenthal ha espresso la sua “repulsione e il suo disgusto nel constatare che tale prodotto può essere fabbricato al giorno d’oggi in un Paese dove non solo ha avuto luogo l’Olocausto, ma dove è stato perpetrato da collaboratori nazisti locali”. Le bustine, come riferisce il direttore del centro Wiesenthal, Efraim Zuroff, vengono fabbricate da una ditta di Pozega, nella zona orientale della Croazia. “Si tratta dell’espressione disgustosa di una nostalgia per il III Reich e per il periodo in cui numerosi ebrei, serbi e rom vennero massacrati in una Croazia indipendente”, ha aggiunto Zuroff, chiedendo alle autorità croate di “fare applicare la legge in vigore contro l’incitamento all’odio religioso, etnico e razziale e di costringere la ditta e il suo proprietario a ritirare immediatamente dal mercato i suoi prodotti offensivi”. Anche il responsabile della divisione croata del Comitato di Helsinki per i diritti dell’uomo, Zarko Puhovski, ha chiesto alle autorità di punire, secondo i termini previsti dalla legge, i produttori e i distributori delle confezioni di zucchero. La ditta si è rifiutata di commentare. Ricordiamo che centinaia di migliaia di serbi, ebrei, rom e antifascisti croati morirono nei campi di concentramento e sterminio creati dal governo croato degli Ustasha di Ante Pavelic, alleato dei nazifascisti, durante la Seconda Guerra Mondiale. Milano, contro l'assuefazione alla barbaria quotidiana postato da sucardrom Domenica 18 Febbraio 2007 ore 12:53:05 Il libro pubblicato e poi ritirato da Ariel Toaff sugli omicidi rituali di cui furono accusati gli ebrei nell'Europa cristiana, rivela una salutare ipersensibilita' intorno a stereotipi che hanno favorito persecuzioni terribili. Ci risulta intollerabile che qualcuno affermi: "Gli ebrei uccidono i bambini e usano il loro sangue per impastare la farina del pane azzimo". Meno male. Ma se invece qualcuno afferma: "Gli zingari sono ladri", oppure "gli zingari rubano i bambini", non incorre nella medesima riprovazione sociale. Anzi, nell'ostilita' dichiarata contro gli zingari si cementa una furia collettiva organizzata. Com'e' successo a Opera, dove il presidio dei cittadini perbene ha inveito per settimane contro i bambini che la mattina uscivano dalle tende per andare a scuola, e contro i volontari cattolici che li accompagnavano. Ci siamo assuefatti alla banalita' degli stereotipi, ci siamo abituati alla legittimita' dell'intolleranza. Le metropoli rimuovono le disuguaglianze sociali e noi fatichiamo a riconoscere la trasformazione nei comportamenti di tanti nostri concittadini. Questa crisi della solidarieta' apre spazio a un futuro inquietante. Per questo, insieme a Aldo Bonomi, abbiamo deciso di dare appuntamento per le ore 21 di martedì' prossimo, 20 febbraio, alla Sala della Provincia di via Corridoni a Milano, a tutte le persone interessate a ragionarne. Contro l'assuefazione alla barbarie quotidiana. Gad Lerner Verona, alle radici dell’Europa: Mori, Giudei e Zingari postato da sucardrom Lunedi 19 Febbraio 2007 ore 18:24:53 Si è svolto presso il Polo didattico Zanotto dell’Università di Verona nei giorni di Giovedì 15 e Venerdì 16 febbraio il convegno internazionale: "alle radici dell’Europa, Mori, Giudei e Zingari nei Paesi del Mediterraneo occidentale (secoli XV-XVII)". Numerosi i relatori che dopo i saluti dell’autorità si sono succeduti nelle cinque sessioni. Il convegno ha indagato le diverse realtà delle tre minoranze fondamentali nella costruzione dell’identità europea: Mori, Giudei e Zingari. Infatti alle radici dell’Europa stanno le relazioni con l’Altro, con il Tu, fondamentale per conoscere l’Io e la propria identità culturale. Il Mediterraneo occidentale ha rappresentato nei secoli XV-XVII un luogo di incontro tra le culture che hanno costruito l’Europa, quelle di maggioranza e quelle di minoranza. Attraverso la storia, la letteratura e la filologia dei testi si mostrano i vantaggi conseguiti ma anche la spiegazione storica di un atteggiamento discriminatorio che il presente eredita dal passato. L’intervento conclusivo è stato del professor Leonardo Piasere che, rileggendo i testi dell’epoca, e in particolare quello di Justus Scaligero, ha illustrato il caso dell’ipotesi della provenienza nubiana delle popolazioni sinte e rom. Il primo caso cioè in cui uno studioso difese l’origine di queste popolazioni affermando che fossero cristiani scappati dall’Africa per difendere la loro religione e approdati in Europa. Questo primo convegno, ne seguiranno altri due nei prossimi anni, è stato molto interessante e auspichiamo che l'Università di Verona pubblichi gli atti che sarebbero un prezioso strumento per tutti i ricercatori.