il messagero Rifiuti, carabinieri a Colfelice per le verifiche sull'impianto E la protesta continua Mille persone in strada hanno impedito l'accesso a 10 camion che raccolgono rifiuti in Ciociaria PER APPROFONDIRE tagrifiuti [Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] ROMA - Circa mille persone hanno protestato a Colfelice (Frosinone) davanti all'impianto gestito dalla Saf dove è stato deciso di portare 430 tonnellate al giorno dirifiuti dalla Capitale. Intanto, nell'impanto sono arrivati i carabinieri del Noe chiamati dal ministro Clini per procedere con le verifiche e accertare le condizioni e il funzionamento dell'impianto Tmb del sito, dove è previsto l'arrivo di 430 tonnellate di rifiuti al giorno per fronteggiare l'emergenza nella Capitale. La protesta. Dalle prime ore di questa mattina, nonostante il freddo, tanta gente ha aderito alla nuova manifestazione per dire no ai rifiuti dalla Capitale, come deciso dal decreto firmato dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini per fronteggiare l'emergenza a Roma. Agenti della polizia in tenuta antisommossa schierati davanti all'ingresso dell'impianto. Presenti i rappresentanti dei comitati locali e delle associazioni ambientaliste. Intanto i sindaci – circa cinquanta quelli presenti alla manifestazione – sono entrati nell'impianto. Una decina i camion che trasportano i rifiuti della Ciociaria bloccati davanti al sito di Colfelice, mentre altri sono tornati indietro. Non sono mancati momenti di tensione. Fino a questo momento i compattatori con i rifiuti provenienti da Roma non si sono visti. Lunedì 28 Gennaio 2013 - 10:20 ccorriere della sera Colfelice, bloccati i camion dei rifiuti Migliaia di persone davanti alla discarica Sit-in contro l'arrivo dell'immondizia di Roma, momenti di tensione e agenti in tenuta antisommossa Presidio contro i rifiuti di Roma a ColfelicePresidio contro i rifiuti di Roma a Colfelice COLFELICE (Frosinone) - Riesplode la rivolta in Ciociaria contro i rifiuti provenienti da Roma. Un migliaio di persone sta manifestando dalla mattina di lunedì a Colfelice, nel Frusinate, dove si trova l'impianto, gestito dalla Saf , scelto per ricevere ben 430 tonnellate di immondizia al giorno prodotte nella Capitale. Schierati davanti all'ingresso agenti di polizia in tenuta antisommossa. Una decina i camion che trasportano i rifiuti della Ciociaria bloccati davanti al sito di Colfelice, mentre altri sono tornati indietro. Non sono mancati momenti di tensione. Fino a questo momento però i compattatori con i rifiuti provenienti da Roma non sono arrivati. PARROCI E COMITATI - Alla mobilitazione sono presenti parroci dei comuni della zona, dei comitati locali e amministratori. In prima fila circa cinquanta sindaci che nella mattinata sono entrati nell'impianto. La decisione del ministro Corrado Clini sta scatenando forti polemiche e contestazioni: gli abitanti della zona temono conseguenze per la salute e per l'ambiente. Una posizione netta, che era stata ribadita venerdì 25 gennaio, durante un vertice con il ministro dell'Ambiente Clini a Roma, da una delegazione di primi cittadini del Cassinate. La polizia schierata in assetto anti sommossa alla discarica di ColfeliceLa polizia schierata in assetto anti sommossa alla discarica di Colfelice «PRONTI ALLA BARRICATE» - Oltre mille persone presidiano dall'alba di lunedì la zona davanti all'impianto gestito dalla Saf in un clima di tensione crescente con le forze dell'ordine a tenere sotto controllo la situazione. I manifestanti si dicono pronti alle barricate pur di impedire l'accesso dei camion dell'Ama alla discarica frusinate. Alla protesta hanno aderito oltre ai 50 sindaci della provincia, alcuni parroci, l'europarlamentare Pd Francesco De Angelis e la consigliera regionale Anna MariaTedeschi. Una decina di mezzi che trasportano i rifiuti della Ciociaria sono rimasti bloccati all'ingresso dell'impianto. Momenti di tensione. I camion provenienti da Roma ancora non si sono visti. Sono giunti anch ei carabinieri del Noe che stanno verificando le condizioni dell'impianto di Colfelice su richiesta del ministro Clini. Un gruppo di sindaci della Ciociaria a Colfelice Un gruppo di sindaci della Ciociaria a Colfelice OPZIONE PEGGIORE - Si sono mobilitati tutti i paesi del circondario, mentre i Comuni interessati stanno preparando un ricorso al Tar contro il decreto firmato dal ministro Clini. «Faremo sentire la nostra voce con una protesta decisa e ferma - dice il sindaco di Colfelice, Bernardo Donfrancesco -. Vogliamo esprimere un forte no a questa decisione e faremo di tutto per respingere i camion in arrivo da Roma. Per il ministro Clini l'opzione peggiore è portarli all'estero, mentre per noi è portarli qui, a Colfelice. Ma speriamo sempre in un ripensamento...». Striscioni contro i rifiuti di Roma a Colfelice Striscioni contro i rifiuti di Roma a Colfelice «NON SAREMO DISCARICA DI ROMA» - Le polemiche sono già al massimo livello. Nel Frusinate nessuno vuole i rifiuti di Roma. «Ma delle responsabilità della Provincia di Roma, che al contrario di Frosinone non si è mai dotata degli strumenti necessari per gestire i propri rifiuti - si chiede Antonello Iannarilli (Pdl), ex presidente della Provincia di Frosinone, candidato alle elezioni regionali di fine febbraio - il ministro non parla? Di chi sono le responsabilità se la Provincia di Roma non può gestire i suoi rifiuti e il ministro deve mandarli altrove? Nostre? REALE CAPACITA' DEGLI IMPIANTI - «Spero non si dica anche che è nostro interesse, dei ciociari, che Roma vada in emergenza rifiuti, solo perché ci opponiamo a diventare l’immondezzaio della Capitale. Siamo all’assurdo. Diciamo, piuttosto - conclude Iannarilli - che sarebbe stato meglio, prima di varare il piano, vedere bene le carte e controllare le reali le capacità degli impianti». La protesta è solo all'inizio. Antonio Mariozzi e Redazione Roma Online28 gennaio 2013 | 15:05 metro news Rifiuti nei cementifici "Meglio della discarica" Roberto Della Seta, senatore Pd. Lei era in commissione Ambiente quando è stato votato di bruciare i rifiuti urbani nei cementifici. Non poteva opporsi? Perchè? Per me è un provvedimento utile. A chi? È già possibile bruciare i cosiddetti rifiuti Css nei cementifici, con questo testo l’abbiamo solo regolamentato. Ora occorrerà farsi autorizzare dalla Regione. Certo, chi abita a pochi metri da un cementificio non sarà contento, autorizzazione o non. Con questo regolamento evitiamo di far spendere milioni per costruire nuovi inceneritori. Ci sono molte regioni che producono rifiuti in quantità tale da non giustificare la costruzione di un inceneritore, vedi l’Umbria. Sì ma chi controlla cosa finisce lì dentro? I rifiuti classificati Css hanno caratteristiche precise: è la parte residuale della raccolta urbana, quella che non può essere riciclata e non l’umido. Ma non in tutte le regioni si fa bene la raccolta. Chi controlla che dentro non finisca di tutto? Ma saremmo nel campo delle illegalità... Non certo inusuali in questo campo! Se dentro ci finiscono rifiuti sbagliati si producono emissioni con diossine e altri veleni... Appunto. Ma il regolamento non fa agire anche contro gli illeciti. In questo caso l’illegalità è a monte. E lì con questo regolamento non si può fare niente. savona news Rifiuti nei cementifici, un (ennesimo) attacco alla salute More Sharing ServicesCondividi | Share on facebook Share on twitter Share on print Share on mailto Un nuovo attacco alla salute viene portato dallo schema di Decreto Presidenziale approvato del Consiglio dei ministri il 26 ottobre 2012 ed inviato al Parlamento. E' un provvedimento che disciplina la combustione di rifiuti nei cementifici, in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali. Esso aggrava pesantemente quanto già previsto dal D. M. Sviluppo Economico del 6 luglio 2012, con cui il ministro Passera aveva liberalizzato la speculazione legata alla produzione di energia da impianti a biomassa agricola. La nuova proposta legislativa riguarda l’utilizzazione “energetica” del Combustibile Derivato Rifiuti (C.D.R.), riclassificato come Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Il CSS, non più definito “rifiuto urbano”, ma “rifiuto speciale”, viene esentato dall'obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale “di libera circolazione” che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti. La previsione di bruciare la parte combustibile di rifiuti indifferenziati negli inceneritori è una grave scelta dal punto di vista ambientale e sanitario. Da un lato vengono esposte le popolazioni al rischio di patologie cancerogene derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, mentre dall'altro, a causa dell’incentivazione con CIP6 e Certificati Verdi, viene di fatto impedito l’avvio dell’industria del riciclo. Ma bruciare rifiuti nei cementifici è di gran lunga più pericoloso che bruciarli negli inceneritori. I cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono inoltre autorizzati con limiti di emissioni più alti. Il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più. Diversi cementifici inoltre sono inseriti a ridosso di centri urbani già pesantemente inquinati come Colleferro nel Lazio, Barletta e Taranto in Puglia, Rezzato in Lombardia, Monselice in Veneto, Maddaloni in Campania con le conseguenza di provocare un'escalation di contaminazione. La Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”, con la sua rete di oltre 150 associazioni nazionali e locali, coordinamenti regionali e comitati locali in diciotto Regioni diverse, chiede di fermare questa proposta ed ogni qualsiasi decisione in merito. Lanciamo una mobilitazione generale per fermare il proseguimento dell’esame in Commissione Ambiente, anche in vista del deposito a breve del Testo di Legge di Iniziativa popolare che prevede la moratoria sino al 2020 per gli inceneritori ed i cementifici che utilizzano rifiuti e la revoca degli incentivi che consentono di sopravvivere a queste industrie tossiche, insostenibili per l’ambiente e per la salute. 25 gennaio 2013 Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero” Piazza Vittorio Emanuele II, 2 – Roma leggerifiutizero@gmail.com Tel. 340 371 9350