PERIZIA MEDICA REDATTA SU INCARICO DEI GIUDICI ISTRUTTORI “Abbiamo a lungo esaminato le qualità psichiche dell’imputato e non vi troviamo nulla di anormale. La facoltà di generare le idee è in lui fuori dall’ordinario: le espressioni di cui si serve non sono quelle che la sua condizione sociale comporterebbe: esse sono spesso elevate e poggiano su informazioni di storia. Le sue risposte rivelano una finezza e una forza di pensiero non comuni. Interrogato se si credeva in diritto di far violenza ai sentimenti della maggioranza e di turbarne la tranquillità, ha risposato: la maggioranza che si rassegna è colpevole e la minoranza ha diritto di resisterle. L’associazione delle idee dell’imputato è regolare, rapida. Espone con calma, con piena convinzione, la sua memoria è pronta, tenace. I sentimenti ben sviluppati, quelli altruistici più che quelli egoistici. Ama i genitori, gli amici: di sé e dei suoi bisogni e noncurante. Finalmente, la volontà ferma, parlare chiaro, risoluto che riflette in generale in modo assai fedele il suo pensiero: Fisionomia dolce, persin sorridente; aspetto nella persona energico tali sono le note caratteristiche di Giovanni Passanante: interrogato se approva che si allegasse a sua giustificazione la pazzia, rispose: Non temo la morte; non voglio passare per pazzo; sacrifico volentieri la mia vita ai miei principi” (dalla perizia medica redatta su incarico dei giudici istruttori). Cesare Lombroso, contro il parere dei periti, gli attribuirà più tardi il carattere del mattoide. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- DENUNCIA DEL DEPUTATO RADICALE BERTANI Bertani vede immobile sul pagliericcio un essere gonfio, gessoso, rantolante, evidentemente non più in senno: sente dire che è arrivato ad inghiottire i propri escrementi. Il deputato radicale esce dal maschio profondamente turbato e protesta vivacemente “questo non è un castigo” scrive ”è una vendetta peggiore del patibolo” e minaccia un’interpellanza. Allora il governo si muove, una perizia decide che il condannato non è sano di mente e così è trasferito al manicomio criminale di Montelupo, presso Pisa. E’ l’anno 1889: esplode lo scandalo. Francesco Saverio Merlino ricorda che al confronto il regime carcerario borbonico, che Settembrini ci ha descritto, ci guadagna parecchio e che “ la pazzia del Passanante è conseguenza diretta ed esclusiva del trattamento spaventoso che gli è stato inflitto al penitenziario, trattamento che i regolamenti non permetterebbero”. Anna Maria Mozzoni, su Critica sociale, ricorda quando ha accompagnato Bertani fino al cancello della torre e il medico del penitenziario che ”mi disse dell’indole dolce del prigioniero, che tenuto, da anni, con tanti rigori, non si era mai lasciato sfuggire una parola di impazienza. Mi disse che volgeva all’ascetismo, ed aggiunse questa frase testuale: E’ un san Luigi”. ------------- NOME PAESE Dopo qualche giorno il re riceve nella reggia i sindaci della Basilicata: c’è anche quello di Salvia, Giovanni Parrella, un piccolo proprietario - che non aveva i soldi per la giacca nera, e il consiglio comunale convocato d’urgenza deliberò l’acquisto della giacca del sindaco - che davanti al re balbetta: “Io rappresento la disgraziata Salvia”. Il re gli tende la mano: “Gli assassini non hanno patria”. Eppure Salvia non può non espiare: dai consiglieri della corona scende il suggerimento. A dicembre il consiglio comunale di Salvia delibera e nel febbraio del 1879 un decreto reale esaudisce “il desiderio dei fedeli sudditi”: d’ora in poi il paese si chiamerà Savoia di Lucania.