ESTERI - CRISI: GRECIA; IL PAESE AL SECONDO GIORNO DI SCIOPERO ECO S0A QBXC CRISI: GRECIA; IL PAESE AL SECONDO GIORNO DI SCIOPERO ATTESO PER OGGI VOTO PARLAMENTO SU NUOVE MISURE AUSTERITY (ANSA) - ATENE, 20 OTT - La Grecia si appresta a vivere oggi la seconda giornata di paralisi totale dovuta allo sciopero generale di 48 ore indetto dai maggiori sindacati greci per protestare contro le nuove e più rigide misure di austerity previste dal governo e che saranno votate oggi dal Parlamento. Ieri oltre 100.000 persone hanno manifestato per le strade di Atene. A anche oggi tutti i settori del lavoro sono fermi - trasporti pubblici, traghetti e aerei - come si astengono dal lavoro dipendenti statali e del settore privato, professionisti e dipendenti dei supermercati mentre continua pure lo sciopero dei netturbini. Chiusi anche scuole e ospedali dove sono garantiti solo i servizi di pronto soccorso.Ieri sera, intanto, il multi-disegno di legge del governo è stato approvato dal Parlamento in prima votazione con 154 voti a favore (quelli di tutti i deputati del Pasok) e 141 contrari su 295 votanti. La votazione cruciale, quella articolo per articolo, è prevista per questo pomeriggio. Nel governo l'ansia è palpabile perchè diversi deputati del Pasok nelle ultime settimane si sono pi— volte espressi contro l'articolo 37 del disegno di legge che riguarda la riforma del contratto collettivo di lavoro. (ANSA). MRR-YY0 20-OTT-11 09:09 NNN - peacerepoter (grecia) Nuovi tagli a stipendi e pensioni, ulteriore abbassamento dell'imponibile fiscale, sostanziale abrogazione della contrattazione sindacale nazionale, abolizione di sussidi e indennità, licenziamento degli statali: queste le linee fondamentali della cosiddetta multi-legge che il Parlamento greco sarà chiamato ad approvare oggi, 20 ottobre, mentre l'erogazione della sesta tranche del mega prestito di 110 miliardi rimane incerta. Resta il fatto che l'esecutivo greco stia per varare un ennesimo pacchetto di misure di austerità e loro, i partecipanti alla manifestazione del 19 ottobre, non ci stanno. La manifestazione, infatti, è stata imponente: a mezzogiorno la polizia stimava 70mila partecipanti, mentre i sindacati parlano di 500mila. Quale che sia il numero esatto, è certo che si sia trattato di una delle più grandi manifestazioni degli ultimi trent'anni, forse la più grande. E come già successe il 29 giugno, anche oggi in piazza c'erano proprio tutti: C'erano gli impiegati della società elettrica (Dei), gli stessi che una settimana fa hanno occupato per 24 ore la tipografia, al fine di impedire l'erogazione delle ormai famigerate bollette di ottobre e novembre, con le quali il Ministero delle finanze sta riscuotendo l'ennesima tassa straordinaria sugli immobili. Al grido: ''Noi non taglieremo la luce ai poveri e ai disoccupati'', i sindacalisti della società elettrica hanno fatto breccia nei cuori ellenici. I Greci, da parte loro, stanno cambiando. Nel corso delle manifestazioni della primavera del 2010, avevano espresso una rabbia informe parzialmente contenuta dal rogo alla banca durante la manifestazione del 5 maggio 2010 che costò la vita a tre persone. Scollati dai sindacati, considerati nemici tanto quanto i partiti politici, per essere stati spesso l'anticamera del potere, gli indignati dell'estate del 2011, hanno riscoperto il valore della solidarietà e della rivendicazione; tuttavia, anche allora mancava una proposta politica strutturata e, per quanto possibile, unitaria. Oggi, il successo della manifestazione testimonia come la società ellenica stia rivalutando i sindacati e come questi ultimi, debbano superare le logiche di corporazione e i privilegi di casta che, per anni, li hanno condannati agli occhi dei lavoratori greci. - Gli studenti cileni condannano gli atti dei violenti durante le manifestazioni La protesta di 48 ore indetta dal movimento studentesco cileno, si è aperta oggi, all'inizio della sua seconda giornata, con l'immagine di nuovi scontri con le forze dell'ordine. Barricate ed incendi sono stati infatti dislocati in diversi punti di Santiago del Cile. La polizia ha risposto con lacrimogeni ed idranti, mentre durante le collutazioni, un ciclista sarebbe stato investito da una macchina della polizia. Secondo un primo bilancio sarebbero 263 gli arresti. ITALIA - radio onda d'urto ALDROVANDI: SENTENZA CONFERMATA IN APPELLO, TRE ANNI E MEZZO AGLI AGENTI Colpevoli. La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado che aveva condannato quattro agenti di polizia -Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri- a 3 anni e sei mesi di reclusione per la morte di Federico Aldrovandi. La decisione dei giudici è arrivata dopo circa 4 ore di camera di consiglio. In primo grado erano stati i giudici di Ferrara, la città di Federico, a firmare la sentenza di condanna, datata 6 luglio 2009. Aldrovandi, diciotto anni, morì all’alba del 25 settembre 2005 dopo essere stato fermato da una pattuglia della polizia mentre rientrava a casa, di notte, dopo una serata con amici. Gli agenti lo malmenarono, dicendo poi che sarebbe stato il ragazzo ad aggredirli, evidenziando segni di squilibrio. Secondo i poliziotti, la morte sarebbe stata improvvisa e accidentale. La tesi dell’accusa -accolta dal tribunale di primo grado e oggi confermata in Appello- è invece che il cuore di Federico abbia ceduto a causa di un colpo inferto da uno degli agenti. Lunedì scorso il Procuratore Generale, Miranda Brambace, aveva chiesto la conferma della sentenza di condanna, raccomandandosi inoltre che agli agenti non venissero concesse le attenuanti generiche. Questo, sia per il comportamento processuale tenuto dagli imputati, sia perché fin dall’inizio della vicenda avevano tentato di depistare le indagini e attenuare le proprie responsabilità. - OGGI ALLE ore 17 Presidio presso l'anfiteatro del gianicolo, in solidarietà con gli arrestati e le arrestate durante la manifestazione del 15 ottobre, ora reclus* nel carcere di Regina Coeli. CORRISPONDENZE DISCARICA ALBANO NO TAV