Cari compagni di Onda Rossa, spero abbiate passato buona pasqua. Qui è come al solito. Da qualche giorno (è il 14 aprile, NdR) hanno spento i termosifoni e non vi nego che il freddo si incomincia a sentire. Il 27 di questo mese la squadra mobile di Modena manderà la questura locale ad effettuarmi un interrogatorio in rogatoria in merito alla rivolta avvenuta nella casa circondariale modenese l'8 marzo 2020. Dopo aver archiviato le 13 morti come decessi avvenuti per overdose da farmaci. Dopo il caso di Hafedh, trovato nudo e in mutande al momento del decesso in carcere, miracolosamente trovato vestito e con i farmaci in tasca al momento dell'autopsia, anch'esso classificato come morto di overdose. Dopo il caso Piscitelli, lasciato morire dopo 10 ore di agonia nel carcere di Ascoli Piceno, fatto per il quale mi sono sentito di presentare un esposto, per il quale ad oggi la procura ascolana chiede l'archiviazione, archiviazione motivata dal tentativo di salvataggio in ospedale (dichiarazione più che mendace, visto che è morto nella cella n. 52 del carcere di Ascoli Piceno). Dopo aver insabbiato il tutto anche in modo più che maldestro, ora finalmente mi vengono ad interrogare per tentata evasione, oltraggio, resistenza, ecc. Trovo tutto questo scandaloso e vergognoso. Mi sarebbe piaciuto rilasciare delle dichiarazioni pubbliche in merito alla vicenda, ma sfortunatamente mi trovo rinchiuso in una cella. Mi scuso per la scrittura tremolante e qualche errore, ma ho la mano congelata dal freddo e faccio fatica ad impugnare la penna. Un abbraccio solidale a tutti i detenuti.