Affrontare il problema del sovraffollamento nelle carceri non paga politicamente, ma il disastro sanitario che ne potrebbe conseguire dalla diffusione intramuraria del COVID19, farà molte vittime tra coloro che hanno scelto di considerarci inutili persone chiuse in un parcheggio. Ognuno di noi ha commesso il proprio errore, e nella stragrande maggioranza dei casi ne paga dignitosamente le conseguenze con ovvie e negative ripercussioni sulla propria famiglia; attualmente le nostre famiglie, stanno provando il significato della detenzione domiciliare aggravata dall'impossibilità di un contatto fisico e visivo con i loro cari ristretti in carcere acuendo oltremodo la propria e l'altrui sofferenza. [...] Inoltre, chi già da tempo avrebbe la possibilità di stare a casa insieme ai propri familiari per trascorrere questo periodo di "crisi nazionale" si è visto negare o rinviare le misure alternative al carcere con le più banali scuse. Vogliamo aggiungere a titolo esaustivo come le udienze previste per i medesimi "benefici" nel mese di marzo (Sorveglianza di Napoli) sono state rinviate a settembre dimostrando come la "giustizia" possa assumere caratteri vendicativi[...]. Lo Stato Italiano si troverà ad affrontare molteplici emergenze post-infezione, da quelle economiche a quelle lavorative, senza dimenticare il recupero di un minimo della socialità perduta; a questo dovranno necessariamente aggiungere il ritardo che la giustizia di tutti i gradi e livelli accumulerà nel tempo, ingolfando un sistema che prima dell'emergenza era già completamente bloccato. Sarà il caso di iniziare a pensare seriamente ad una amnistia generale che possa portare il nostro paese all'anno zeroo ad un vero e proprio "day after". Marzo 2020