SEADAS Si tratta di un tipico dolce sardo, con una minima percentuale di salato, proprio come nelle esistenze più fortunate. Ingredienti per cinque Seadas abbondanti: 1 kg di farina bianca 00 3 uova 5 cucchiai di zucchero 3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva formaggio del tipo caciocavallo che può essere sostituito dalla mozzarella di casanza (è il carcere nel gergo locale) vino bianco q.b. per l’impasto. Svuotare la farina sopra un tavolo, inserire i 5 cucchiai di zucchero, i 3 cucchiai d’olio e i tuorli delle 3 uova, conservando gli albumi procedere all’impasto dosando il vino fino a quando la pasta non sarà pronta per essere tirata a sfoglia. Tagliare a piccoli dadini il caciocavallo. In mancanza di questo, il carcerato, fa uso delle pessime mozzarelle che passa l’amministrazione, queste, essendo piene d’acqua, vanno rimesse a bagno e, dopo averle tagliate a dadini, portate ad una temperatura di circa 40 gradi, fino ad ottenere una sorta di semicotto, in modo che fuoriesca tutto il siero. Preparare le sfoglie due alla volta. In quella più larga sistemare il formaggio a disposizione, copritelo con l’altra sfoglia, leggermente più piccola, piegate il bordo della sfoglia di sotto dopo aver inumidito i bordi con l’albume dell’uovo e schiacciate con una forchetta in modo che la pasta fresca ed il bianco d’uovo, formino una specie di guarnizione di rinforzo in fase di cottura. COTTURA Mettete a scaldare dell’olio di semi in una padella sufficientemente larga e quando l’olio sarà bollente, mettetevi la vostra Seada, è consigliabile iniziare la cottura dalla parte opposta alla guarnizione. Dopo qualche minuto, rigiratela per un paio di volte e spandetegli sopra l’olio bollente, in modo che venga uniformemente rosolata. Al termine della cottura, posatela in un piatto e spolveratela abbondantemente di zucchero anche se, il miele sarebbe preferibile. Dopo, iniziare a mangiarla ma, ATTENZIONE, perché, essendo caldissima, ci si può scottare, proprio come nella vita.