E sto a scrive chiusa in sta cella dopo un incubo violento chiusa dietro ad una porta che sembra fatta di cemento sigillata in una vita ormai del tutto distorta uno specchio deformante che risveglia la mia musica morta mo che oggi risorge rime di nuovo in testa, riescono dalle ombre il malessere e il dolore dalle tombe pensieri violenti sempre presenti cazzo, sempre così persistenti anche in testa ai ragazzini, ai nuovi adolescenti droga e crack, una macchina a noleggio, sempre + morti, sempre + incidenti dal 93 sempre presente non me ne fotte niente affronto anche sta galera che tanto rimarrà sempre un mio precedente la galera che ti rende un morto vivente tra farmaci, violenze fisiche e verbali, perquise a manetta e sbirri a cui non fotte niente sei solo un numero, portato qua in sedili di plastica nera, è questa l'atmosfera, e per la seconda volta porto fuori il cane e sono di nuovo in galera la mia rabbia e il mio rancore, lo stesso stupido problema ma fottuti stronzi, da sola sono tornata e da sola uscirò, voi qui rimarrete, io sono tornata in scena.