L'INFAME (Per tutte le donne, sorelle,amiche,vittime...) Questa è la storia di una delle giornate più brutte che ho in memoria quel giorno era uno come tanti, uno come un altro sole in cielo, la chiamata di un "amico" che poi si è rivelato tutt'altro, il peggior nemico passiamo un attimo da mio zio, mi dice "no problem, ti aspetto in macchina, fai tu, tanto sai cosa mi serve x farmi felice". arriviamo, e mi dice "scendi" io non volevo, non faceva mai scendere me, mi sentivo strana, la mente piena di pensieri, di brutti presentimenti ma lui mi apre la portiera mi dice "sali e prendi, è questione di secondi ti aspetta già alla porta, ti da quello che ti serve, scendi e torni". Poi l'inferno, due mani che mi afferrano violente e mi lasciano dentro dentro un buio, fottuto appartamento chiuso subito a chiave dietro di me, a tradimento. mi sbatte contro il muro, "zitta e non urlare ci sono i mie figli qua dentro a giocare" tira fuori la pistola, me la punta addosso e io... io non più una parola mi dice "i tuoi soldi non li voglio, voglio altro e tu vuoi la coca" io cerco di divincolarmi, di tirarmi indietro "no, non voglio niente lasciami andare, ti prego, e non dirò nulla alla gente" ma le mie parole sono x lui insignificanti, si perdono nel vuoto il panico mi assale, inizio a tremare, la paura dell'ignoto mi spinge con forza sul divano, il suo peso addosso, faccia giù contro i cuscini quasi non respiravo, mi mancava il fiato e dietro di noi le risate dei bambini che giocavano mentre il mio cuore si spezzava, e dentro di me le mie emozioni morivano calpestate come pezzi di vetri infranti sul pavimento Per fortuna finisce in fretta, o forse no, ma così la mia mente vuole ricordare per poter meglio il tutto elaborare, e il mio cuore meglio accettare mi tira addosso la coca e mi dice "non parlare so quanto tieni a tuo nonno, so come si chiama e dove abitate se lo ami davvero così tanto vedi di stare zitta o gli succederà qualcosa e ne uscirai distrutta" finora non ho potuto parlare, mio nonno era vivo e avevo paura, cercavo di rimuovere e dimenticare ma poi qua dentro, in sto carcere di merda entra lei, st'infame che mi urla per la sezione "zitta tu che ti sei anche fatta violentare" ora però a questa storia voce posso dare devo dar voce a nome di chi non ci rispetta a chi subisce in silenzio alle donne che soffrono e non sanno cosa fare se star zitte sotto minacce o denunciare Ho capito che non sono solo gli uomini a dire "si è vestita così, vuole la droga, è una puttana, se l'è cercata" ma a volte sono anche le donne insensibili e ignoranti a dire sta bastardata un'infamata come a proteggere chi ci fa del male ragionate prima di parlare, siamo tutte donne, mamme, sorelle abbiamo tutte sentimenti soprattutto noi che soffriamo qui rinchiuse in queste celle ci dovremmo aiutare e supportare, a volte basta una buona parola per scacciare il male farci forza contro la violenza di ogni genere soprattutto quella omofoba e sessuale apriamo le menti, pensiamo prima di parlare, urlare insulti, insulti a chi ha subito, parole a vanvera, che però fanno un gran male ricordiamoci, sorelle, che a tutte noi può capitare.