"Lo sapevate che…" …Rebibbia è un carcere sperimentale? Quando l'ho saputo mi è venuta in mente una vignetta di Peanuts, dove è ritratto Snoopy, sotto la pioggia, che prende a calci la porta di casa di Charlie Brown, il quale si affaccia e dice: "Non posso farti entrare. Mia madre non sopporta l'odore di cane bagnato". Snoopy pensa: "Ho la mente rutilante di risposte sarcastiche!". E così, anche io! Secondo me la sperimentazione consiste nella misurazione della pazienza e della sopportazione delle detenute, sottoposte a prove che farebbero infuriare anche San Giobbe. Non so da quanti anni esista questo posto. Da qualche giorno qualcuno si è accorto che l'ascensore (di uso strettamente di servizio) è fuori norma, perciò i carrelli con su le vivande non possono essere fatti salire ai piani, costringendo le addette a caricarsi pesanti e bollenti placche da forno per le scale. E per fortuna i piani sono solo 3! Anche le divise delle carcerate lavoratrici sono fuori norma, ma di questo nessuno se n'è accorto: non hanno le scarpe anti-infortunistica. Inoltre, a dispregio di qualsiasi norma, hanno solo due posate da portata per servire i pasti, perciò spesso pasta al sugo e insalata vengono servite con la stessa posata. Parliamo delle retribuzioni: la domenica le lavoratrici vengono pagate per una sola ora, anche se ne lavorano di più… Alla faccia dello Statuto dei Lavoratori! Gli straordinari non sono contemplati, anche se tutte, dico tutte, le lavoratrici, non possono rifiutarsi di farli, pena la messa al bando e, avanti un'altra detenuta da sfruttare! Prima di entrare qui e scoprire questo mondo rovesciato, ho sempre creduto che il carcere rieducasse, facesse crescere moralmente. Sì, fa crescere la sensazione di ingiustizia, di inutilità, e di stare sprecando tempo prezioso e, in quanto all'educazione, beh! Stendiamo un velo pietoso!