SOLE, SBARRE E SBIRRI Quaranta gradi, agosto, sole a picco! Sono una ragazza trans e sono già quattro anni che sono “dentro”. Anche questo agosto lo passo qui, in questa salamoia bollente. Un reparto trans protetto, isolatissimo e chiusissimo! Sono una sottaceto in un barattolo di cemento e ferro, con un tappo ermetico, blindato, verde “carcere”. Prendo un po’ di sole in un quadrato di cemento e coltivo una piantina di melone nata dai semini raccolti pazientemente dalle porzioni di frutta del carrello e seminati mesi prima in un tombino, unica zolla di terra, mezzo metro sotto la superficie di cemento, nascosta dietro una grata (ancora grate!). Ho solo un’amica e mi relaziono con dei ragazzi blu che dovrebbero essere altrove ma qui ci lavorano. Attraversavo quel tappo verde per fare da tramite con ... il deserto! Non c’è nessuno, in tv solo film di Totò, le carte sono sparite e la piantina presto appassirà. Io adoravo l’estate ma qui attendo l’autunno che qui il freddo porta anche tanta tristezza e con le nubi scende la pioggia dai miei occhi. Attraverserò l’ennesima glaciazione di Natale, in attesa di una nuova primavera in cui forse, questa volta, sbocceranno i fiori giusti.