Il dolore passa la dignità è per sempre La sottile linea con cui un detenuto si trova a perdere la sua dignità umana nell'atto di espiare la propria colpa non è affatto sottile! Nessuno è pronto al dolore che si prova varcando questo cancello dalle mura troppo alte… Blindate perché non devasti il cuore per la vita. Il primo piano del reparto Camerotti è il primo step, piano d'osservazione… Chiusura totale dove la parola "degrado" è un complimento, la sporcizia la fa da padrona: quattro o cinque persone in celle di quattro metri quadri per quattro, topi blatte e cimici nel letto regnano sovrane, viene data la possibilità di una sola doccia al giorno se si è fortunati di poter rientrare nell'orario assegnato per recarsi nei piani adibiti perché sul piano sono rotte e quindi chiuse, nel tempo di circa 10 minuti devi lavarti e riscendere così si passano i primi due mesi senza distinzione di reato o comportamento, può succedere di tutto e chiunque può farti qualsiasi cosa. Lo chiamano regime chiuso da povera ignorante, lo chiamano regime di morte dell'anima! Il carcere non è un luogo di recupero ma di abbandono totale della persona, dove l'inesistente considerazione dell'umanità è la negazione degli affetti più cari conducono alla morte del corpo troppe anime. Non si vive nessuna funzionalità delle misure alternative dove chi sponsorizza l'aiuto ai carcerati, al reinserimento sociale alla reintegrazione, in realtà restano per la maggiore sponsorizzazioni di un prodotto che vende da sempre: La sofferenza. L'entrata a circuiti alternativi viene riservata solo a pochi eletti, perché qui il bisogno di aiuto può essere distrutto con una penna; vi è una distinzione tra chi è totalmente solo e chi ha qualcuno alle spalle ce l'ha la copertura! Se non hai niente sei completamente emarginato e diventi un invisibile tra gli invisibili. Inutile una rappresentazione pittoresca di una cella, al centro di Roma dove la grande disperazione non si può neanche lontanamente immaginare. Qui la gente muore in un solo istante in sui si è sentita debole, paga pene altissime magari per reati inesistenti o legati alla fame e alla mancanza delle istituzioni che ti accolgono in un viaggio anche solo di speranza, di recupero, e così si rischia di non avere mai la possibilità di potersi migliorare e misurarsi con i propri errori. Provate a pensare che ognuno può sbagliare e cominciate voi portatori di legge a dare il buon esempio trattando la dignità umana con rispetto, non abbandonando le vite ad un giudizio miserabile e senza possibilità di appello è una sentenza che pesa su voi l'alto costo delle nostre vite. Qui la gente preferisce morire perché gli uccidete i sogni distruggendogli l'anima.