Salve, scrivo con la speranza di restare in anonimato riguardo le condizioni in cui viviamo. Sono un ragazzo di circa 30 anni, rinchiuso da quasi un anno, e in questi mesi ne ho viste e sentite di tutti i colori. Sono giudicabile come il 90% della popolazione carceraria. Viviamo questa detenzione molto grave, giovani vite si tolgono la vita senza che nessuna ne parli. In 8 mesi, è il quarto impiccato. Ma tutto viene insabbiato, nessuna persona può morire così a meno di 30 anni. Non c'è modo per riabilitarti, non funziona nulla, per ogni cosa devi fare la domandina, che poi non arriva mai a destinazione. Non c'è personale, non ci sono dottori, educatori, psicologi, psichiatri, niente di niente viene a darti un aiuto. Per avere un certificato di tossicodipendenza passano mesi o anche anni, dove con una semplice firma della certificazione potresti intraprendere un percorso comunitario dove c'è possibilità di riabilitarti, di cambiare vita, e invece no, loro godono a vederti soffrire. Ovviamente qui nessuno chiede la grazia, nessuno, ma soltanto i diritti e la dignità dell'essere umano, dove qui li hanno tolti. Celle a 6, invivibili, non c'è più posto perché è tutto affollato. Ci sono reparti dove hanno fatto i cameroni dentro le salette da ping pong. La gente ammalata, oggi ad una sezione gli hanno fatto a tutti la puntura per la tubercolosi dopo che è stato trovato un ragazzo con febbre e pare anche TBC. Dentro gli ambulatori gli mancano addirittura i cerotti. Con 37 di febbre ti portano a fare un isolamento al G9 primo piano, dove sono reclusi i precauzionali. Un sistema carcerario fallimentare. Mi rivolgo a voi per dare una voce fuori da queste mura, dove i tentati suicidi ci sono ogni momento, dove le guardie, anche loro in difficoltà e soprattutto fanno scaricabarile. Una direttrice presente solo in casi disciplinari, dove le celle cadono a pezzi di intonaco dai piani superiori, dove cucini ci fai i bisogni, dove su ogni richiesta medica passano giorni, mesi, impegnative che vanno perse. C'è molta tensione ogni istante, dove non si può vivere una degna detenzione. Io chiedo solo di far luce e soprattutto di ricordare tutti i nostri amici che non ci sono più, anche e soprattutto grazie a loro. Un sistema molto ma molto fallimentare, qualcuno deve fare qualcosa. È notizia di oggi: alcuni reparti hanno iniziato a fare lo sciopero della fame. La questione sta degenerando e non vedo l'ora che accada, perché sono e siamo stufi di sopportare solo soprusi, dove ci vengono tolti i nostri diritti, ora basta! Spero che questo mio scritto possa funzionare per qualcosa di buono in nome di tutta la popolazione carceraria. Ci serve aiuto esterno, serve che facciano chiarezza su tutti i morti impiccati, e di tutto questo tempo senza poter vedere i propri cari. Ci tengono ostaggi qui dentro, c'è gente con un anno da scontare e ci tengono in attesa di processi, e intanto i carceri stanno per esplodere. Questa non è vita. Un detenuto di rebibbia.