Nella colonia penale, ai limiti Vorrei anch’io, minuscola voce, cantare. Vorrei anch’io, disgraziato corpo, danzare. Vorrei anch’io, animale notturno, vedere la luce. E invece, una colpa commessa, (ma ero io, nei miei panni?) mi costringe alla segregazione. Togliere l’esistenza ed uccidere, non sono atti così diversi. Tra assassino e aguzzino, è solo prospettiva, la differenza. Ammetto l’errore e chiedo scusa. La scusa non rimedierà, ma una stanza buia, non insegna. M.170 Movimento per l'Emancipazione della Poesia (www.movimentoemancipazionepoesia.tk)