BALLATA DEI CARCERATI Per questa vostra dubbia voglia di punire il sangue versato, per questa insulsa speranza di sanare un malessere umano, siamo condannati al rancore come bestie buttate in prigione. E se ora vi credete nobili e puri la vostra è solo una pace da illusi, perché ciò che separa un carcerato dal vostro decoro, non è la serratura, ma il caso che non vi ha già mostrato quanto fragile sia la nostra natura. Girate pure la chiave al portone, fate tutti i vostri bravi discorsi per irretire i santi e loro padroni: con abili versi, elargite condanne, giudicate peccato e peccatore, trascurando pietà e assoluzione. Fate nomi e cognomi, non importa: fin quando regge la catena al muro, potete mangiare e dormire al sicuro e noi resteremo un conto segnato, solo un numero su cui la giustizia ha applicato la vendetta dello stato. Eppure, chiusa nell'intimo segreto d'ogni vostra giusta intenzione, s'annida la stessa creatura feroce che spinse noi in facile errore: un animale che uccide per piacere, necessità o mera disperazione. Movimento per l'Emancipazione della Poesia (www.movimentoemancipazionepoesia.tk) N.42