Ho visto un uomo libero camminare timido su cocci digrignanti dagli estremi ben taglienti dai sensi -i suoi- estremamente trepidanti Saggiava con le piante quel tratturo, Il viso atro, e umido di amare stille. Poco a poco, a lüi s'asserpa il duro Concerto di migliaïa di spille, Punte e strali confitti nella polpa Dell'uomo, che a libertà e cento e mille Altre cose belle, pur senza colpa Dice, se non addio, arrivederci. Gode del süo sole chi lo incolpa, Passeggia fra le ombre dei freschi elci, Immemore di quei che ha snaturato, Che forgia in cella un cüore di selci, Aspettando il giorno in cui, pur orbato Di lustri, vedrà schiudersi le porte Che mettono al mondo un tempo a lui usato A.149 e A.239 Movimento per l'Emancipazione della Poesia (www.movimentoemancipazionepoesia.tk)