Nel nostro carcere si è ritenuto inutile mettere in atto delle proposte violente, ed abbiamo cercato di stabilire un dialogo civile. Capiamo l'emergenza nazionale, la sospensione dei colloqui visivi e l'aumento delle comunicazioni telefoniche con la possibilità settimanale di accedere alla videochiamata. Videochiamata che però è molto limitata nella pratica da difficoltà tecnologiche. Nel nostro reparto sono previsti 4 posti di isolamento [...] ma sarà facilmente intuibile che questo non basta se si pensa che appena la temperatura aumenti a 37.5 gradi il detenuto debba essere isolato. Ma le nostre sezioni hanno tra i 30 e i 40 detenuti, come possono le 4 postazioni bastare? Le mascherine e i guanti sono insufficienti.[...] Leggendo il decreto "Cura Italia" ci chiediamo come farà la Magistratura di Sorveglianza a sopperire all'enorme quantità di istanze che immediatamente perverranno; è bene sottolineare che in condizioni ordinarie si effettua una Camera di Consiglio in non meno di 6 mesei. E ora si parla di sospensione di tutte le udienze fino al mese di maggio. Questo atteggiamento è una maschera per dire di aver affrontato il problema senza farlo nella realtà. I primi casi di contagio dimostrano che le strutture sanitarie interne ai penitenziari non sono in grado di affrontare la problematica, tant'è che su 10 contagiati più della metà sono stati trasferiti presso ospedali esterni; quali sono state le scelte adottate per la quarantena degli altri ristretti? È bene sottolineare che l'istituto dove c'è stato il primo caso covid - almeno il primo riferito da stampa e protezione civile - è quello di Voghera, che è una Massima Sicurezza, dove la promiscuità è notevolmente inferiore rispetto ad altre realtà. Non sarà certo l'eliminazione della "sorveglianza dinamica" richiesta da qualcuno a limitare la diffusione del virus, virus che sta dimostrando di non avere barriere né confini e nemmeno capacità di discriminare coloro i quali gran parte della società civile vorrebbe eliminare. La legge cosiddetta Svuota Carceri, esistente da tempo, non trova applicazzione corretta e proporzionale al percorso rieducativo che il singolo detenuto pratica, ma resta a totale ed insindacabile discrezionalità del Magistrato di Sorveglianza, il che crea l'assoluta inadeguatezza del rimedio trovato. Sappiamo dalla statistica quanto l'epidemia non avrà freni nell'entrare nei nostri istituti e ci chiediamo costantemente come altri paesi (IRAN, USA, ecc.) stiano affrontando l'emergenza nelle carceri e speriamo che il problema si possa sollevare prima che una nuova emergenza contribuisca ad aggravare quella esistente.