Buongiorno, mi chiamo X, ho 60 anni e sono da più di 10 mesi detenuta a Sollicciano e dovrò starci un po'. Lo scorso anno ho visto circolare la vostra agenda, ma ero troppo confusa ed avevo ancora bisogno di organizzarmi alla vita del carcere. Quest anno stavo per dimenticarlo, ho deciso di scrivermi perché oltre alle cose che ho chiesto subito alla mia entrata, in carcere sono stati l'orologio (avere sempre chiaro il momento della giornata), il calendario (avere sempre laa cognizione dei giorni per i colloqui, le telefonate) e dopo un po' di tempo trascorso in carcere sento l'esigenza di avere un'agenda dove appuntare i ben pochi appuntamenti che si possono avere in un carcere. Scrivo la programmazione dei film che un'associazione viene a proiettarci ogni 15/20 giorni. Avrei potuto farmi inviare da casa un'agenda, ma vedendola da altre detenute ho trovato una serie di cosine che sono molto interessanti ed utili. Io fino a questi 60 anni ho condotto una vita normale, non avevo mai avuto contatti con un avvocato, e tutto quello di cui sento parlare dalle altre (199, affidamento, magistrato di sorveglianza) è un linguaggio nel quale ancora non riesco a trovarmi. in più qui in carcere le richieste/domande non hanno mai una risposta e questo mi manda in bestia anche se sono una persona educata e soprattutto non voglio essere rieducata dal carcere. Nonostante avrei tante cose da dire e fare per rieducare il personale carcerario, che non ha mai letto un manuale di psicologia anche quelli più terraterra. Comunque va bene così! Ritengo la vostra iniziativa (agenda e quadernino) una grande cosa e moralmente ( per quel che conta) avete il mio sostegno e riconoscenza. ----- bella!