primo audio da poggioreale come è nata la rivolta? quello che si diceva sui giornali è che non si capiva quale fosse il motivo della rivolta. perché uno dei problemi principali del carcere è che le notizie escono sempre fuori da giornali, secondini, direttori, ecc. e quindi hanno iniziato a dire che a causa del caldo, del sovraffollamento, c'era un po' di stress generale. Ma alla fine si è saputo - anche perché anche il garente dei detenuti Ciambrello che è andato a far visita al padiglione Salerno, quello interessato della rivolta ha confermato quello che abbiamo saputo da altre voci - che la rivolta è nata dal fatto che c'era un ragazzo che aveva la febbre molto alta già da 2 giorni. E su costante richiesta di compagni di cella, non s'è verificato nessun trasferimento in ospedale, o controlli per far abbassare la febbre a questo ragazzo. Quindi per sintetizzare il motivo della rivolta è la questione sanitaria. Quando abbiamo saputo della notizia abbiamo iniziato come Assemblea anticarceraria Napoletana ad organizzare un presidio, un volantinaggio e anche un saluto ai detenuti. Non ci siamo riusciti ieri sera, ci siamo riusciti stamattina. La situazione a poggioreale era molto strana. Avevano annullato i colloqui, e pare che questa cosa venga fatta una volta al mese non si sa per quale motivo. Una volta al mese vengono eliminati i colloqui, guardacaso proprio stramattina. Sarà una coincidenza, ma è molto strana. Poi hanno trasferito quasi tutto il padiglione Salerno stanotte. È girata voce del fatto che circa 90 detenuti siano stati trasferiti. Non si sa dove, non si sa chi è stato trasferito. Però siamo riusciti ad incontrare la madre del ragazzo che è "il movente" della rivolta. E pare che dopo la rivolta questo ragazzo è stato trasferito in ospedale dove gli sono stati dati gli antipiretici e tutto ciò che serviva per ristabilizzare la sua condizione fisica. Però pare che sia stato ritrasferito in carcere stamattina stessa, il tutto si è verificato in meno di 12 ore! È tornato in carcere oggi, e quando siamo andati sotto al carcere abbiamo incontrato la madre che era lì per cercare informazioni sul figlio. Ma era difficile perché gli unici che davano informazioni erano solo, come sempre, i secondini. La madre di questo ragazzo non è riuscita a parlare neanche con un medico, né con quelli dell'ospedale in cui l'avevano portato, né tantomeno con quelli più interni a Poggioreale. Quindi ancora una volta le informazioni sono sempre filtrate dall'istituzione penitenziaria, sempre, non si può mai avere un contatto diretto. È la madre che vorrebbe avere solo informazioni sulla salute del figlio, e vorrebbe averle da un medico! Invece no, bisogna sempre passare dall'istituzione carceraria. Ci puoi dire di più sulla condizione del carcere di Poggioreale? Sappiamo che è tra i più affollati Quello che si sa è il solito: il carcere dovrebbe ospitare meno di duemila detenuti, ne ospita molto più di duemila, circa 2600. Un sovraffollamento veramente notevole. Questo è il periodo più difficile: fa davvero caldo, e questo insieme alle condizioni di sovraffollamento - e quindi la difficoltà di convivere con magari 10 persone in 4 metri quadri, con il caldo asfissiante, con condizioni igienico-sanitarie difficili da gestire. Infatti sembra che anche quello sia davvero non delle migliori. C'è muffa, tantissima, che crea condizioni patologiche nei detenuti, provoca l'asma. Ci sono altri padiglioni che dovevano essere ristrutturati ma la ristrutturazione si è fermata, e non si sa quei soldi che fine abbiano fatto. Di contro gira voce che vogliano costruire un altro carcere a Cavalleggeri, nella zona flegrea di Napoli, per compensare il problema del sovraffollamento a Poggioreale, e quindi poi fare dei trasferimenti da Poggioreale a questo nuovo carcere. Noi stiamo facendo spesso presidi fuori Poggioreale. Una cosa che abbiamo notato è che sicuramente è aumentato moltissimo il controllo dentro poggioreale. Può sembrare una banalità, ma quando facevamo i presidi prima un fazzoletto riusciva a fartelo vedere, un grido per salutarti lo facevano. Adesso tutte le volte che andiamo, anche quando fa caldissimo, le finestre sono tutte chiuse. Se qualcuno riesce ad arrampicarsi su una finestra per farti vedere un fazzoletto dopo meno di un quarto d'ora ti rendi conto che quella finestra è chiusa e non c'è più nessuno dietro. C'è stata un'altra rivolta nei mesi passati legata al fatto che i secondini avevano scoperto dei cellulari all'interno del carcere. La polizia ha fatto controlli a tappeto, e chi sa come funzionano queste cose sa che basta dire "controlli a tappeto" per far capire cos'è successo. Sicuramente saranno state messe sottosopra tutte le celle per cercare questi cellulari. Sono state fatte anche delle azioni repressive, che non prevedevano trasferimenti, ma limitavano le chiamate a casa. E come anche è riportato negli articoli di giornale - ma in un modo non condivisibile - il carcere di poggioreale sta vivendo delle tensioni interne. Per esempio un ragazzo ci ha comunicato che dentro poggioreale esiste una "cella zero", cioè una cella dove i detenuti venivano portati e pestati a sangue. Diversi detenuti riportarono questa cosa, ne è nato un processo che è a carico di alcuni secondini per queste violenze. Ma da quando è partito il processo, siccome si era alzato il polverone, girava voce che questa cella zero fosse scomparsa. Invece ci sono arrivate delle lettere che raccontano che evidentemente questa cella zero non è per niente un ricordo, ma anzi è una cosa attuale. Insomma poggioreale è un carcere con veramente tante difficoltà, il sovraffollamento è solo uno dei tanti. Per non parlare dell'uso, anzi dell'abuso, di psicofarmaci. Per non parlare dei prodotti che non possono essere introdotti col pacco ma devono essere per forza comprati, e che guardacaso hanno dei prezzi esorbitanti quando dovrebbero adattarsi ai prezzi esterni. Quello che noi stiamo cercando di fare in questi giorni è capire quali sono i detenuti che hanno subito questo trasferimento e quindi cercare di capire quali sono i secondini che hanno preso parte alla rivolta. Tramite parenti, conoscenti, stiamo cercando di entrare in contatto con questi detenuti per avere delle informazioni direttamente da loro, perché è veramente difficile avere delle informazioni reali rispetto a quello che è successo, perché purtroppo sono sempre molto filtrate. Noi cerchiamo sempre di instaurare un legame diretto con i detenuti o quando non è possibile, con i parenti. A poggioreale è davvero difficile anche perché spesso non sono condannati definitivi, oppure sono molto brevi, e questo crea l'effetto "porta girevole" in cui si entra e si esce continuamente da poggioreale, ed instaurare un legame con i parenti o con i detenuti stessi è molto difficile anche per questo.