IL CARCERE: NUOVA FORMA DI RAZZISMO AMBIENTALE Negli ultimi 20 anni gli Stati Uniti sono stati costruiti più carceri che qualsiasi altro paese in tutta la storia dell'uomo. Il costo dell'intero sistema della giustizia penale statunitense si aggira intorno ai 147 miliardi di dollari all'anno. Ma non è tutto. Ci sono altri costi meno facili da computare, costi che gravano proprio sulle spalle di chi ha più difficoltà a coprirli: le città povere e rurali nelle quali viene costruita la gran parte delle prigioni e le comunità povere e urbane dalle quali provengono i prigionieri. Perché i costi dell'attuale espasione dei penitenziari li pagano i poveri, in particolare la gente di colore. Per noi il carcere è un esempio di ingiustizia sociale e di razzismo ambientale. Speriamo che questo opuscolo vi faccia venire qualche dubbio sul funzionamento del sistema carcerario. Vi chiediamo di porvi più domande. Se possiamo esservi d'aiuto, fornendo risposte o consigli per informare anche altre persone, potete trovare il nostro numero di telefono e la nostra mail in fondo alla pagina. COSA SONO IL RAZZISMO AMBIENTALE E LA GIUSTIZIA AMBIENTALE? Il razzismo ambientale è la discriminazione razziale nelle politiche ambientali, l'applicazione “selettiva” delle leggi sulla gestione dei territori e l'orientamento a concentrare interventi altamente nocivi per l'ambiente nelle zone in cui vivono le comunità di colore (ad esempio con la collocazione di siti per lo smaltimento i rifiuti tossici o industrie inquinanti). Le comunità di colore e le comunità povere pagano sulla propria pelle (e in maniera sproporzionata) gli usi distruttivi del territorio. Dalla comunità si prende, ma non si dà nulla in cambio. Uno studio del 1987 della Chiesa Unita di Cristo1 ha rilevato che dei quindici milioni di latinoamericani che vivono negli Stati Uniti, otto milioni vivono in comunità presso le quali sono stati installati uno o più siti per lo smaltimento dei rifiuti tossici. Il movimento per la giustizia ambientale ha come obiettivo la fine delle ingiustizie ambientali ed economiche, attraverso l'eliminazione delle strutture dannose per l'ambiente, ovunque. DOVE SI TROVANO OGGI LE PRIGIONI? Negli Stati Uniti quasi tutte le prigioni- come altri luoghi in cui si manifesta il razzismo ambientale – si trovano dove vivono comunità rurali, povere, alle quali vengono vanamente promessi lavoro e prosperità. Molte di queste comunità sono costituite da persone di colore. In California, ad esempio, la stragrande maggioranza delle nuove prigioni si estende su acri di quello che un tempo era il terreno agricolo della Central Valley. Le zone in cui abitano queste comunità sono sfruttate per ospitare carceri, così come zone in cui abitano altre comunità lo sono per ospitare industrie che producono emissioni dannose per l'ambiente. Nel 1984 in un dossier2 sulla collocazione degli inceneritori, ad esempio, è stato affermato che le comunità che avrebbero opposto minor resistenza alla loro costruzione erano nelle città piccole, rurali, povere, a maggioranza cattolica, i cui membri erano arrivati al massimo al diploma e che lavoravano come minatori, taglialegna o agricoltori. Le città in cui si trovano le prigioni californiane corrispondono perfettamente a questo modello. COME SONO COLLOCATE LE PRIGIONI Come in altri casi di interventi nocivi per il territorio, le comunità sono escluse dalle decisioni riguardo i siti proposti per la costruzione delle carceri. Secondo l'Encyclopedia of American Prisons3, una “divulgazione prematura delle informazioni” rende più difficile la costruzione di una prigione, perché la cittadinza lo verrebbe a sapere prima che l'affare sia concluso. Non sorprende che raramente le udienze siano pubbliche, mentre non mancano le intimidazioni da parte di chi è a favore della costruzione delle carceri. Un'altra barriera contro la partecipazione delle comunità è il fatto che la documentazione sui sopralluoghi sia solo in inglese. Ad esempio a Mendota, in California, il Federal Bureau of Prison (FboP) intende costruire un complesso costituito da cinque penitenziari. L'FBoP ha preparato un documento di 1000 sull'impatto ambientale in inglese. Secondo l'ufficio-censi l'86 % degli abitanti di Mendota parla in casa “una lingua diversa dall'inglese”. Quando si sono fatte pressioni sull' FBoP perché traducesse il documento di mille pagine in spagnolo, la richiesta è stata rifiutata, con la sfacciata argomentazione che il documento conteneva termini “tecnici” e “scientifici”. Alla fine l'FBoP si è limitato a scrivere un riassunto di 10 pagine in spagnolo. Il movimento per la giustizia ambientale continua a lavorare per una pratica politica aperta e democratica, che consenta a tutte le persone direttamente interessate in un progetto di avere informazioni a riguardo e di poter accedere al processo decisionale. QUALI SONO GLI IMPATTI DI UNA PRIGIONE SULL'AMBIENTE? Il ritratto ufficiale del carcere propinato alla cittadinanza è spesso quello di una “industria pulita”, che promette centinaia di posti di lavoro dignitosi in città dalle condizioni economiche disperate. Nella realtà gli effetti delle prigioni sul territorio sono quasi del tutto negativi. Esauriscono le scarse risorse locali, come l'acqua. Le amministrazioni comunali devono pagare la costruzione e la manutenzione delle strade, delle fognature e dei servizi. La presenza del carcere porta a un aumento del traffico, e di conseguenza dell'inquinamento, spesso in zone già tra le più inquinate del Paese. Toglie all'uso produttivo terra insostituibile, mentre notevoli risorse pubbliche vengono sperperate solo per tenere esseri umani in una gabbia. Le comunità in cui vengono situate le carceri non hanno quasi niente in cambio. La maggioranza dei lavoratori operanti al loro interno non proviene dalla città in cui si trovano e nemmeno ci si trasferiscono una volta assunti, ma continuano a fare i pendolari, anche percorrendo parecchi chilometri al giorno. Né l'amministrazione, né i lavoratori della prigione spendono all'interno della città che li ospita, dunque il commercio locale non trae alcun beneficio. Nonostante ci siano alternative note e di comprovata validità, il sistema carcerario continua a strappare via esseri umani dalle proprie comunità e dalle proprie famiglie, impoverendo ulteriormente aree urbane già molto critiche. Nelle comunità da cui proviene la maggioranza della popolazione carceraria le famiglie vengono distrutte e il commercio locale perde clientela e lavoratori. Le prigioni sono disastri sociali e ambientali per le comunità d'origine dei carcerati e per quelle in cui i penitenziari vengono costruiti. California Prison Moratorium Project 1212 Broadway Suite 1400 PO Box 339 Oakland, CA 94612 Berkley, CA 94701 (510) 444-0484 (510) 893-4648 ext. 202 fax: 510-444-2177 califpmp@igc.org crnational@criticalresistance.org www.critcalresistance.org