COS'E' L'ABOLIZIONE? La missione di Critical Resistance è quella di porre fine al complesso industriale carcerario (in inglese e d'ora in poi PIC, Prison Industrial Complex, ndt). Il PIC è un sistema che ricorre alla polizia, ai tribunali, e al carcere per “risolvere” i problemi. Non vogliamo aver bisogno del PIC per garantire la nostra sicurezza. Lavoriamo, piutosto, per costruire comunità in cui ci siano sicurezza e benessere, e che non dipendano dal carcere e dalla cultura della punizione. CHI FURONO I PRIMI ABOLIZIONISTI? Abbiamo preso il nome “abolizionista” volutamente da coloro che combatterono per l'abolizione della schiavitù nell'Ottocento. Gli abolizionisti credevano che la schiavitù non potesse essere né corretta, né migliorata. Doveva essere abolita. Allo stesso modo noi, abolizionisti di oggi, crediamo che il PIC non possa essere riformato o corretto. Il nostro obiettivo non è migliorare il sistema, ma fare in modo che non esista più. COS'E' LA SICUREZZA PUBBLICA? Tutti noi vogliamo comunità sicure. La domanda è: come crearle? Chiudendo in una gabbia e reprimendo attraverso la polizia sempre più persone? O piuttosto affrontando le cause di quel male chiamato “crimine” all'interno delle nostre comunità? Anche il peggiore dei mali non avviene senza un motivo. Mettere la gente dietro le sbarre non risolve nessuno dei problemi che hanno portato a quel male, come l'abuso di droghe, la povertà, la violenza, o la malattia mentale. Quando si allontanano le persone dalle loro comunità e le si isola in ambienti in cui regnano l'abuso e la violenza, i problemi possono solo peggiorare. Noi non vogliamo affatto sottovalutare le vicende negative che si verificano nella nostra società e pensiamo che per ridurle dobbiamo cambiare le condizioni sociali ed economiche nelle quali si producono. Crediamo, ad esempio, che mettere a disposizione dei consumatori di sostanze stupefacenti assistenza sanitaria e strategie di riduzione del danno, invece di chiuderle in una gabbia, possa ridurre le conseguenze negative del consumo stesso. Se le finanze pubbliche sono utilizzate per le forze di polizia e per le carceri, gli effetti collaterali sono i tagli alle spese publiche per i programmi sociali, inclusi i centri antiviolenza, il welfare e gli alloggi pubblici. Questi tagli tolgono, ad esempio, alle donne la possibilità di sfuggire a relazioni violente. Se si punta sulla creazione di condizioni sicure e stabili, invece che sulla polizia e sul carcere, si possono davvero ridurre i danni. Studi hanno mostrato che negli Stati con un maggior numero di prigioni il tasso criminale non è inferiore che negli altri Stati. Il PIC pretende di garantire sicurezza ed ordine. In realtà porta meno sicurezza e maggior disordine nella vita della gran parte di noi (in particolare tra i poveri e le persone di colore). Ad esempio i poveri e le persone di colore sono, in quanto tali, spesso vittime della polizia. E quando viene chiamata per risolvere un problema, la polizia spesso peggiora solo la situazione. Non possiamo costruire le nostre comunità se siamo continuamente attaccati dalle forze dell'ordine. QUALI SONO LE ALTERNATIVE? Non abbiamo tutte le risposte, ma sappiamo che in altre parti del mondo che dipendono meno degli Stati Uniti da prigioni e polizia ci sono anche meno disagi. Sappiamo anche le comunità in cui sono garantiti casa, cibo, formazione e lavoro hanno un tasso di criminalità inferiore. Il modo migliore per ridurre i disagi è dare alle comunità sicurezza e benessere, garantendo la soddisfazione dei bisogni primari. COSA POSSO FARE OGGI? Oggi piccoli passi possono portarci verso l'abolizione: - Invece di sostenere la costruzione di un nuovo carcere, credendo che questo possa migliorare almeno un po' le terribili condizioni in cui vive la gran parte della popolazione carceraria, possiamo fare pressione per delle alternative che riducano il numero delle persone dietro le sbarre. - Invece di chiamare la polizia ogni volta che c'è un conflitto nel nostro quartiere, possiamo creare dei forum delle comunità e introdurre pratiche di mediazione per affrontare i disagi e i conflitti. - Possiamo dare maggiore sicurezza e benessere alle comunità aiutando chi torna a casa dal carcere a superare gli ostacoli che incontra nella ricerca di una casa e di un lavoro e aiutando queste persone a restare fuori dal sistema. L'ABOLIZIONE E' UNA VISIONE REALISTICA Il PIC non è sempre esistito. La prigione così com'è oggi esiste da soli 200 anni. Ancora oggi ci sono luoghi in cui i cittadini fanno affidamento l'uno sull'altro, invece che su polizia, tribunali e carceri. Ci sono voluti 200 anni per costruire il PIC. Non possiamo aspettarci di abbattere rapidamente questo complesso sistema. La nostra è una lotta di lunga durata. Credere che abolire il PIC sia possibile è il primo passo. UFFICIO NAZIONALE 1904 Franklin St., Suite 504 Oakland, CA 94612 Tel. 510.444.0484 Fax. 510.444.2177 email. crnational@criticalresistance.org NORTHEAST REGIONAL OFFICE968 Atlantic Avenue, 1st FloorBrooklyn, NY 11238 Tel. 718.398.2825Fax. 718.398.2856email. crne@criticalresistance.org SOUTHERN REGIONAL OFFICE 4041 Tulane Avenue, Suite #103New Orleans, LA 70119 Tel. 504.488.2994Fax. 504.488.8578email. crsouth@criticalresistance.org www.criticalresistance.org